
I quattro francesi, collaboratori del gigante del nucleare Areva, rapiti in Niger oltre due anni fa "sono vivi e in buona salute, anche se le loro condizioni di detenzione sono molto dure". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, durante un incontro con le loro famiglie, secondo quanto riporta una nota del Quai d'Orsay. Pierre Legrand, Daniel Larribe, Thierry Dol e Marc Ferret sono stati prelevati il 16 settembre 2010 da militanti di Aqmi, ramo di al Qaeda nel Maghreb, nei pressi del sito di estrazione di uranio di Arlit, nel nord del Niger. Secondo quanto riferito oggi da Fabius, nei mesi di prigionia "sono stati correttamente nutriti e hanno avuto accesso a un medico", e hanno ricevuto tramite degli intermediari "prodotti di igiene e medicine". Fabius ha inoltre ribadito la "determinazione" del governo francese e di Areva nell'agire per "ottenere la liberazione" dei quattro e il loro ritorno in patria. Nei prossimi giorni, al Quai d'Orsay saranno ricevute anche le famiglie degli altri cinque ostaggi francesi ancora detenuti in Africa, la maggior parte dei quali sono nelle mani di Aqmi. ATS
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