
Sette persone sono state uccise durante i violenti scontri scoppiati a Masaya (Nicaragua) durante lo scorso week end, fra le quali almeno 2 sono state "uccise a sangue freddo", compreso un 15enne che ha chiesto in ginocchio a un poliziotto di non sparargli. È la denuncia fatta dal responsabile dell'Associazione Nicaraguense per i Diritti Umani (Anpdh), Alvaro Leiva Sanchez, e confermata da padre Edwin Roman, il sacerdote che è riuscito a negoziare la liberazione di una trentina di manifestanti che si erano rifugiati nella sua chiesa. "Il ragazzino si è inginocchiato davanti all'ufficiale e gli ha chiesto 'ti prego di non spararmi'. La risposta sono stati due spari al petto, questo per me è un'esecuzione", ha detto Roman. Leiva Sanchez, da parte sua, ha indicato che la maggior parte delle vittime registrate durante gli episodi di violenza a Masaya sono stati uccise da spari di arma da fuoco provenienti da franco tiratori.
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