
Nel corso di una telefonata con il premier polacco Matheusz Maraviecki, Benyamin Netanyahu ha sostenuto che "non è possibile paragonare le attività dei polacchi con quelle degli ebrei durante la Shoah". Ha però assicurato che il dialogo fra i due paesi continuerà. Ciò "con la speranza che le reciproche équipe si incontrino presto per discutere la questione", rende noto un comunicato odierno dell'ufficio del premier israeliano. Nel colloquio - si legge nel comunicato - Netanyahu ha precisato che "l'obiettivo della Shoah era la distruzione del popolo ebraico e che ogni ebreo in quanto tale si trovava in una condizione di 'condanna a morte'". Riferendosi alle rivendicazioni polacche per una revisione dei testi storici, Netanyahu ha notato che "non si può correggere la distorsione nei confronti della Polonia con un'altra distorsione". Il colloquio si è comunque concluso, secondo l'ufficio di Netanyahu, con un tono conciliante: con "l'intesa" e cioè che il dialogo fra i due paesi continuerà e con "la fiducia" che esperti delle due parti si incontreranno presto.
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