
Israele non sradicherà più nessuna città ebraica o araba. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu alla celebrazione per i 50 anni della "Liberazione di Giudea e Samaria, della Valle del Giordano e delle Alture del Golan" a seguito della Guerra dei 6 giorni del 1967. La celebrazione si è svolta a Gush Etzion, il maggiore blocco di insediamenti ebraici in Cisgiordania, non lontano da Gerusalemme. "Non ci saranno più - ha detto il premier dopo aver sottolineato che gli insediamenti sono "importanti" - sradicamenti di città in Terra di Israele. Non è solo questione di legame alla patria, ma prima di tutto, non è questa la maniera per fare la pace. Non sradicheremo né ebrei né arabi". La manifestazione ha scatenato nei giorni scorsi ed anche oggi una forte polemica in Israele dopo la decisione del capo della Corte Suprema Miriam Naor, in nome dell'autonomia dell'istituzione, di non aderire all'evento, considerato "controverso" politicamente. Una mossa condannata dalla maggioranza di destra al governo.
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