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La diretta
Trump: «Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni»
3 giorni fa
Ma l'Iran smentisce: «Affermazioni false» – «Migliaia di soldati americani arriveranno in Medio Oriente venerdì» – Swiss: voli da e per Dubai e Tel Aviv sospesi fino al 31 maggio – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 giorni fa
«Migliaia di soldati americani arriveranno in Medio Oriente venerdì»

Migliaia di soldati americani arriveranno in Medio Oriente venerdì, giorno della nuova scadenza fissata da Donald Trump.

Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali arriveranno nell'area le truppe della Uss Tripoli, alle quali saranno necessari un altro paio di giorni per arrivare nello Stretto di Hormuz.

2 giorni fa
Un raid israeliano ha nuovamente colpito la periferia sud di Beirut

Un raid israeliano ha nuovamente colpito la periferia sud di Beirut, poche ore dopo un appello a evacuare la zona: lo riportano i media statali.

AfpTv ha ripreso come una densa nube di fumo si innalzava sopra la periferia sud della capitale libanese, considerata una roccaforte di Hezbollah e che non subiva attacchi da venerdì scorso.

Da parte sua, l'esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver ripreso a colpire obiettivi di Hezbollah a Beirut.

2 giorni fa
Netanyahu ha convocato i leader della coalizione «per una discussione urgente che si terrà entro la prossima ora»

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato i leader della coalizione «per una discussione urgente che si terrà entro la prossima ora».

Lo riferisce il sito di notizie israeliano Ynet, sottolineando che non è stato comunicato l'oggetto della riunione, ma che i partecipanti presumono riguardi i negoziati tra Usa e Iran per un possibile accordo.

2 giorni fa
Philippe Lazzarini è preoccupato per per lo statuto di rifugiati dei palestinesi

L'italo-svizzero Philippe Lazzarini, direttore uscente dell'UNRWA, è preoccupato per la sopravvivenza di questa agenzia dell'Onu e per lo statuto di rifugiati dei palestinesi.

In un'intervista concessa questa sera al telegiornale dell'emittente pubblica romanda RTS, il neocastellano, che come aveva annunciato lo scorso agosto lascerà la direzione dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) alla fine della settimana, si è detto arrabbiato, amareggiato e triste: a suo avviso, lo smantellamento dell'UNRWA è un obiettivo politico volto a privare i palestinesi dello statuto di rifugiati. Sopprimere l'UNRWA significa, in particolare, privare la popolazione di Gaza dell'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione.

Lazzarini ha ricordato le leggi israeliane che limitano l'attività dell'Agenzia, i suoi 400 collaboratori uccisi e l'80% delle sue strutture distrutte nella risposta dello Stato ebraico all'attacco del movimento islamista Hamas del 7 ottobre del 2023.

Rispondendo a una domanda sulle accuse di collaborazione con Hamas rivolte ai collaboratori dell'UNRWA, Lazzarini ha affermato che nessuna delle numerose accuse ha trovato conferma dopo indagini e valutazioni esterne.

2 giorni fa
«Almeno una decina di mine iraniane nello Stretto di Hormuz»

Ci sono almeno una decina di mine sottomarine disseminate nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Cbs citando alcuni funzionari americani, secondo le quali le mine dispiegate sono di fabbricazione iraniana Maham 3 e Maham 7.

2 giorni fa
Gli Stati Uniti hanno colpito 9.000 obiettivi in Iran

Gli Stati Uniti hanno colpito 9.000 obiettivi in Iran e hanno danneggiato o distrutto 140 navi iraniane. Lo afferma lo Us Central Command.

3 giorni fa
«Netanyahu chiamò Trump poco prima dell'attacco per colpire Khamenei»

Meno di 48 ore prima dell'inizio dell'attacco israelo-americano all'Iran, Benyamin Netanyahu ha parlato al telefono con Donald Trump riguardo alle ragioni per lanciare la guerra, e sostenne che non ci sarebbe mai stata un'occasione migliore per uccidere Ali Khamenei e vendicare i precedenti tentativi iraniani di assassinare Trump. Lo scrive Reuters online citando tre persone informate sulla telefonata.

Secondo quanto riferito, al momento della telefonata, Trump aveva già approvato l'idea di un'operazione militare statunitense contro l'Iran, ma non aveva ancora deciso quando o in quali circostanze gli Stati Uniti sarebbero intervenuti.

Le tre fonti informate sulla telefonata hanno affermato di ritenere che essa, insieme alle informazioni di intelligence che indicavano una finestra di opportunità sempre più ristretta per eliminare il leader iraniano, sia stata un catalizzatore per la decisione finale di Trump di ordinare, il 27 febbraio, l'avvio dell'Operazione Epic Fury.

3 giorni fa
L'esercito israeliano ha annunciato di aver catturato due membri di Hezbollah in Libano

L'esercito israeliano ha annunciato di aver catturato due membri di Hezbollah durante operazioni di terra nel Libano meridionale, dopo che questi si erano arresi.

«Durante un'operazione per la ricerca di armi nel Libano meridionale, le truppe (israeliane) hanno identificato diversi terroristi armati della Forza Radwan di Hezbollah che stavano pianificando di lanciare un missile anticarro», ha dichiarato l'esercito, riferendosi al commando di Hezbollah.

«Dopo essere stati identificati, i terroristi si sono arresi. Sono stati arrestati dalle truppe e trasferiti in territorio israeliano per ulteriori interrogatori», ha aggiunto.

3 giorni fa
Netanyahu sente Trump: «Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione»

«Oggi ho parlato con Trump. Lui ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare i grandi successi dell'Idf e dell'esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall'accordo, un accordo che tutelerà i nostri interessi vitali. Allo stesso tempo, continuiamo ad attaccare sia l'Iran che il Libano. Stiamo annientando il programma missilistico e nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari e la mano è ancora tesa. Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione». Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu in un video.

3 giorni fa
Il Governo britannico annuncia l'arrivo di una nave militare a Cipro

È finalmente approdata nelle acque di Cipro la Dragon, cacciatorpediniere lanciamissili della Royal Navy che il governo di Keir Starmer aveva promesso d'inviare oltre due settimane fa per rafforzare la difesa della base britannica di Akrotiri, presa di mira da un drone il 2 marzo scorso sullo sfondo della rappresaglia dell'Iran agli attacchi subiti da Usa e Israele. Lo ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni il ministro della Difesa, John Healey.

Il ritardo nella partenza dell'unità navale dall'Inghilterra aveva innescato polemiche politiche nel Regno Unito contro l'esecutivo laburista, in particolare dalle opposizioni di destra.

Healey ha affermato che la Dragon è da oggi «operativa nel Mediterraneo orientale», in azioni «difensive» coordinate con le forze della Raf e della Royal Navy che nelle ultime settimane hanno già compiuto in totale «900 ore di volo» a protezione di alleati quali «Cipro, Giordania, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti».

Il ministro ha precisato che la presenza di jet militari britannici nella regione è ora la più elevata «da 15 anni a questa parte» e che finora sono stati inviati in zona «500 effettivi in più» dai ranghi dell'aeronautica militare del Regno. La tutela di Cipro, ha aggiunto, è svolta in collaborazione con Paesi Nato «come Usa, Francia e Grecia».

3 giorni fa
«Gli USA hanno chiesto un incontro con Ghalibaf per sabato»

Un alto funzionario iraniano ha affermato che gli Stati Uniti hanno richiesto un incontro per sabato con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf. Lo riporta l'agenzia Reuters sul proprio sito.

Teheran non ha ancora risposto e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non ha ancora esaminato la questione, ha aggiunto il funzionario.

3 giorni fa
Trump: «Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell'Iran»

«Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell'Iran. Mi auguro di non doverlo fare». Lo ha detto Donald Trump parlando a Memphis. «Spero che troveremo un accordo», ha aggiunto.

3 giorni fa
Swiss prolunga la sospensione dei voli da e per Dubai e Tel Aviv fino al 31 maggio
© KEYSTONE
La compagnia «continua a seguire da vicino la situazione in Medio Oriente e la valuta costantemente»

Swiss proroga la sospensione dei voli da e per Dubai e Tel Aviv fino al 31 maggio compreso «a causa della situazione ancora instabile in Medio Oriente».

I passeggeri interessati possono modificare la propria prenotazione senza costi aggiuntivi per una data successiva oppure, in alternativa, ottenere il rimborso integrale del prezzo del biglietto. Il servizio clienti è raggiungibile 24 ore su 24 per qualsiasi domanda al numero +41 (0)848 700 700.

Swiss «continua a seguire da vicino la situazione e la valuta costantemente in collaborazione con le autorità competenti in Svizzera e sul posto, nonché in coordinamento con il Gruppo Lufthansa».

3 giorni fa
I prezzi del petrolio non hanno ancora «pienamente scontato» gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz

I prezzi del petrolio non hanno ancora «pienamente scontato» gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. Mike Wirth, alla guida del colosso energetico americano Chevron, ha affermato, nel corso della Cera Week di Houston, che il mercato «sta basando le sue valutazioni su pochissime informazioni» relative alla situazione in Medio Oriente.

«I prezzi sul mercato fisico, insieme ai livelli delle scorte, indicano un mercato più teso di quanto suggeriscano i contratti futures. Stiamo osservando effetti fisici molto evidenti legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz», ha aggiunto Wirth, per il quale si tratta di «effetti che si stanno attualmente propagando a livello globale e non credo che tutto ciò sia già stato scontato nei prezzi dei contratti futures».

L'Asia, in particolare, «nutre seri timori sull'approvvigionamento» di greggio e prodotti raffinati, ha osservato il numero uno di Chevron, citando le misure adottate dai governi della regione, tra cui quelli di Australia, Vietnam e Thailandia. La situazione globale può essere paragonata a quella osservata dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 da parte della Russia, con le interruzioni dei flussi decisamente più marcati a partire dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente.

Anche una volta concluso il conflitto in Iran, «ci vorrà del tempo per ricostituire le scorte», in un processo ulteriormente complicato dai tempi necessari per riparare le infrastrutture danneggiate.

3 giorni fa
L'Iran smentisce Trump: «Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti»

«Il nostro popolo esige una punizione completa e severa per gli aggressori. Tutti i funzionari sostengono fermamente il loro leader e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo. Non si sono tenuti negoziati con gli Stati Uniti. Notizie false vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele».

Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, smentendo che siano in corso negoziati con gli Stati Uniti e che lui stesso sia coinvolto nei colloqui.

3 giorni fa
«Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, sta guidando i colloqui con gli USA»

Secondo quanto riferito da una fonte al Jerusalem Post, è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, che sta guidando i colloqui con gli Stati Uniti per un accordo che metta fine alle ostilità.

3 giorni fa
«Trump non parla all'Iran ma ai mercati»

Donald Trump «non sta annunciando una pausa negli attacchi. Sta dicendo che posticipa un possibile crimine di guerra, ovvero i raid sulle infrastrutture energetiche civili iraniane. Questo inoltre non è un messaggio all'Iran. È un messaggio di panico ai mercati: 'nessuna escalation della guerra fino a quando i mercati non chiudono venerdì». Lo ha detto il senatore democratico Chris Murphy.

3 giorni fa
«Si lavora a un incontro USA-Iran a Islamabad»

I paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e altri funzionari di Teheran con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner.

Lo riporta il sito di notizie statunitense Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all'incontro.

3 giorni fa
Un attacco israeliano a Hazmieh, zona residenziale a est di Beirut, ha ucciso almeno una persona

Un attacco israeliano a Hazmieh, zona residenziale a est di Beirut, ha ucciso almeno una persona, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. Si tratta del secondo attacco in questa zona residenziale a maggioranza cristiana dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah.

L'esercito israeliano ha dichiarato quasi contemporaneamente di aver «colpito un terrorista della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a Beirut», riferendosi al braccio operativo all'estero delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Hazmieh, quartiere vicino al palazzo presidenziale libanese, ospita diverse ambasciate straniere.

3 giorni fa
Qatar Airways sposta 20 aerei in Spagna a causa della guerra

La crisi nel Golfo e le restrizioni dello spazio aereo hanno spinto Qatar Airways a mettere al sicuro parte della propria flotta in Spagna. Una ventina di aerei della compagnia sono stati trasferiti all'aeroporto di Teruel.

Situato in Aragona, sul versante orientale della Spagna, a 140 km da Valencia, Teruel è uno dei principali poli europei per manutenzione e parcheggio aerei.

«Ci siamo trasformati in un rifugio per le aeromobili del Medio Oriente», ha dichiarato il direttore dello scalo Alejandro Ibrahim, alla radio Cadena Cope, nel segnalare che il numero totale di aerei ospitati è salito a 70. «Arrivano con biglietto di sola andata, ma non sappiamo quando ripartiranno», ha aggiunto.

L'aeroporto di Teruel, su oltre 500 ettari e capacità per 400 velivoli, era già stato utilizzato durante la pandemia come grande area di parcheggio per aerei fermi.

La decisione di Qatar Airways riflette il forte impatto del conflitto regionale sull'aviazione civile: la chiusura parziale degli spazi aerei tra Iran e il Golfo ha costretto le compagnie aeree a ridurre i voli, cancellare tratte e deviare rotte, con migliaia di collegamenti sospesi nelle ultime settimane, con ripercussioni sui trasporti aerei in Europa, Africa e Asia.

In una nota sui canali social, la compagnia di bandiera del Qatar ha spiegato di aver «messo al sicuro alcuni aerei in aeroporti selezionati fuori dal Qatar» a causa di «circostanze eccezionali» e ha precisato che si tratta di una misura temporanea, in attesa della normalizzazione delle operazioni.

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