
Un omicidio commesso per motivi di denaro, connesso con la rapina, l'estorsione o il banditismo: è l'accusa annunciata oggi in tribunale in relazione alla convalida degli arresti dei cinque sospetti per la morte dell'oppositore Boris Nemtsov.
Il codice prevede pene fino all'ergastolo.
Una delle cinque persone di origine caucasica sospettate dell'omicidio dell'ex vicepremier ha tra l'altro confessato: si tratta del ceceno Zaur Dadayev.
A dare l'annuncio ufficiale è Natalia Mushnikova, il giudice che ha confermato il suo arresto.
A proposito ancora di Dadayev, per una decina d'anni ha militato nel battaglione di polizia ceceno "Sever" (Nord), che combatte contro gli estremisti islamici per il ministero dell'interno locale di Grozny.
Nell'ottobre 2010 è stato inoltre decorato da Putin con una medaglia al merito.
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