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Nella città deserta di Wuhan: 'La vita è diventata monotona'
Nella città deserta di Wuhan: 'La vita è diventata monotona'
Nella città deserta di Wuhan: 'La vita è diventata monotona'
Redazione
7 anni fa
Una studentessa italiana racconta la quotidianità nella città epicentro del coronavirus: "È un po' come essere in vacanza..."

Una città vuota, che si muove a rallentatore, senza mezzi pubblici e con i negozi chiusi. È quella descritta da Petra Vidali, studentessa italiana che sta frequentando un Master in International Trading, che attualmente vive nella città di Wuhan, epicentro dell'epidemia di coronavirus. La città è stata sbarrata per evitare la propagazione della malattia. 

"La vita in questo momento è un po' monotona" racconta la giovane ai microfoni di Radio3i. "I negozi sono chiusi, non ci sono mezzi di trasporto. Se la gente esce a fare due passi, rimane nella zona in cui vive. Stiamo perlopiù nelle nostre case, parliamo tra di noi, guardiamo la televisione, facciamo giochi da tavolo. È come una normale vacanza da scuola, anche se ovviamente il motivo è diverso". 

C'è comunque la possibilità di uscire di casa, precisa la giovane studentessa. "C'è chi esce a fare jogging, chi porta i bambini al parco. Non siamo reclusi nelle nostre case e possiamo uscire quando vogliamo. Di solito però la vita in Cina è molto più frenetica e la gente esce tutti i giorni. Adesso le zone pubbliche - come il cinema, i centri commerciali, i negozi - sono chiuse. L'unico negozio aperto è il supermercato". 

Come vive la gente locale questa situazione? "I cinesi sono ottimisti perché vedono che il Governo ha preso delle misure contro il virus e ha reagito in maniera rapida a quello che sta succedendo, come la costruzione di due nuovi ospedali che dovrebbero aprire a breve. Il primo dovrebbe accogliere i primi pazienti dal 3 febbraio".

Riguardo a un suo possibile rientro in Italia, Petra specifica che l'Ambasciata italiana, insieme alla Farnesia, stanno cercando di trovare una soluzione per riportare le persone che lo desiderano a casa. 

600 europei in Cina da rimpatriare

Stando a quanto comunicato dal commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic oggi in Cina ci sono circa "600 europei che vorrebbero lasciare la Cina" a causa dell'epidemia. Al momento solo la Francia ha chiesto assistenza per il rimpatrio. Tuttavia, 14 Paesi hanno comunicato di avere cittadini in Cina da rimpatriare, fra cui l'Italia. Il Meccanismo europeo di protezione civile "può coprire fino al 75% dei costi di trasporto", ha precisato Lenarcic.

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