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“Necessario ridurre le spese militari globali”
Immagine Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
Cinquanta premi Nobel, tra i quali Carlo Rovelli, Steven Chu e Carlo Rubbia, hanno firmato un appello rivolto a tutti i governi del mondo che chiede di negoziare una riduzione equilibrata della spesa militare globale

Cinquanta premi Nobel, tra i quali Carlo Rovelli, Steven Chu e Carlo Rubbia, hanno firmato un appello rivolto a tutti i governi del mondo che chiede di negoziare una riduzione equilibrata della spesa militare globale. Questa riduzione, riferisce il comunicato, potrebbe liberare enormi risorse - un grande “dividendo globale per la pace” - da utilizzare per affrontare i gravi problemi dell’umanità: pandemie, riscaldamento globale, povertà estrema. Il Dalai Lama ha espresso il suo sostegno per la proposta.

“La spesa militare mondiale è raddoppiata dal 2000. Si avvicina a 2 trilioni di dollari USA all’anno, ed è in aumento in tutte le regioni del mondo”, sostengono i Nobel. “I singoli governi sono sotto pressione per aumentare le spese militari perché gli altri lo fanno. Il meccanismo di feedback sostiene una corsa agli armamenti a spirale: un colossale spreco di risorse che potrebbero essere utilizzate molto più saggiamente. Le passate corse agli armamenti hanno spesso avuto lo stesso risultato: conflitti mortali e devastanti”.

“Abbiamo una semplice proposta per l’umanità: i governi di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite negozino una riduzione comune delle loro spese militari del 2% ogni anno, per cinque anni. La logica della proposta è semplice: le nazioni avversarie riducono le spese militari, quindi la sicurezza di ogni paese è aumentata, mentre deterrenza e equilibrio sono preservati”. “Proponiamo che metà delle risorse liberate da questo accordo siano destinate a un fondo globale, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, per affrontare i gravi problemi comuni dell’umanità: pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema. L’altra metà resti a disposizione dei singoli governi”. “L’umanità affronta rischi gravi che possono essere affrontati solo attraverso la cooperazione. Collaboriamo, invece di farci guerra”, concludono i Nobel.

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