
Rafael Eitan, capo degli agenti del Mossad che nel 1960 rapirono in Argentina Adolf Eichmann, responsabile esecutivo del piano nazista di genocidio degli ebrei, ha detto che nel loro mirino c'era anche il medico nazista Josef Mengele, soprannominato dalle sue vittime l'"angelo della morte" di Auschwitz. Mengele sfuggì di poco alla cattura solo perché si preferì rinviare l'operazione per non rischiare di compromettere quella di Eichmann, che era già nelle mani degli agenti israeliani. Il Mossad, ha detto Eitan, ora ministro argentino per le questioni dei pensionati, aveva scoperto dove Mengele viveva a Buenos Aires, dopo che Eichman era già stato catturato e si trovava in una casa sicura in questa città in attesa di essere segretamente trasportato in Israele. Eitan ha detto di aver deciso di non condurre due operazioni nello stesso tempo "per non rischiare di perdere Eichmann che già era nelle nostre mani". Diverse settimane dopo l'arrivo di Eichmann in Israele, dopo che la notizia della sua cattura aveva fatto il giro del mondo, un altro gruppo di agenti del Mossad era tornato in Argentina per catturare Mengele. Ma era ormai troppo tardi perché il medico nazista era nel frattempo scomparso. "Non posso dire se vi sia un collegamento tra la notizia della cattura di Eichmann e la scomparsa di Mengele - ha detto Eitan - ma è un fatto che Mengele scomparve dopo le notizie che Eichmann era stato catturato". Eichmann fu processato in Israele per i suoi crimini e condannato a morte. Fu impiccato nel 1962. La sua fu l'unica condanna capitale eseguita in Israele, che ha abolito la pena di morte ad eccezione dei crimini commessi dai nazisti e dai loro collaboratori. ATS
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