
L'Assemblea nazionale francese ha approvato stasera, come largamente previsto, il rientro della Francia nel comando integrato della Nato. I deputati si sono pronunciati per 329 contro 228 a favore del governo, che sulla questione di politica estera aveva posto la fiducia. La decisione è stata contestata dall'opposizione, che ha criticato la scelta del premier Francois Fillon di porre la fiducia su un tema così delicato per i francesi sottraendo di fatto al parlamento il dibattito sulla sostanza di questa scelta. Sette giorni fa, la decisione di reintegrare il comando Nato - dal quale la Francia uscì 43 anni fa per volontà dell'allora presidente Charles de Gaulle - era stata ufficializzata dal capo dello stato, Nicolas Sarkozy. Il rientro della Francia - che oggi Fillon ha definito "un adattamento che va nella direzione di una certa idea della Francia nel mondo" - sarà effettivo al vertice della Nato del 3 e 4 aprile a Strasburgo (Francia) e Kehl (Germania). Si tratta della seconda volta, dopo la dichiarazione di politica generale del luglio 2007, che il primo ministro pone la fiducia ai deputati dopo l'arrivo a Matignon. Il dibattito di oggi si è protratto per tutto il pomeriggio in Assemblea nazionale mentre i senatori di sinistra - che per regolamento devono essere soltanto messi al corrente della dichiarazione sulla quale il premier pone la fiducia - hanno abbandonato l'aula in segno di protesta. Fra i deputati, gli ex primi ministri socialisti, Lionel Jospin e Laurent Fabius, hanno capeggiato la contestazione contro il rientro nella Nato, denunciando "lo strappo rispetto all'antico consenso bipartisan" in materia di Difesa. A Fillon che negava qualsiasi sottomissione agli americani ("alleati, non vassalli"), Jospin ha replicato che "si può rimanere amici degli americani senza essere loro subordinati". Fabius ha condannato "gli illusori vantaggi e i rischi, molto reali" per la Francia. ATS
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