
I combattimenti tra le forze dell'Isaf e quelle pachistane avvenuti il 25 e 26 novembre nei pressi del confine con l'Afghanistan sono stati causati da "una serie di errori commessi da entrambe le parti" a causa del mancato coordinamento prima e durante le operazioni. È questa la conclusione a cui è giunta l'inchiesta condotta dalla Nato. I risultati dell'inchiesta sono stati resi noti da Shape, il comando militare dell'Alleanza situato a Mons (Belgio). In base alla ricostruzione della Nato, tutto è cominciato con un pesante attacco contro le forze Isaf e afghane condotto a colpi di mortaio e armi automatiche. In risposta a questo attacco, è stato chiesto un supporto aereo che ha poi portato al bombardamento di due basi pachistane e alla morte di 24 soldati di Islamabad. La tesi sostenuta nell'inchiesta è che tutto sia avvenuto senza che le forze internazionali fossero consapevoli che ad attaccarli erano i pakistani e viceversa. "L'inchiesta ha accertato - si legge nel comunicato della Nato - che una serie di errori è stata compiuta da entrambe le parti ed ha causato un mancato coordinamento delle rispettive azioni sia prima dell'operazione che durante i successivi scontri". "Il minuzioso esame dei piani operativi e delle comunicazioni avvenute durante l'incidente - si legge ancora nel comunicato - avvalora la tesi che le forze pakistane non sono state colpite intenzionalmente e che l'azione intrapresa dalle forze internazionali è stata condotta legittimamente nel rispetto delle leggi di guerra e delle regole d'ingaggio". ATS
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