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Estero
Narcotraffico: altra mattanza in Messico
Redazione
16 anni fa
Ancora una giornata di sangue in Messico, dopo gli 80 morti della settimana scorsa: ieri è stata la volta di 28 detenuti e 15 poliziotti

Ancora una giornata di sangue in Messico, dopo la mattanza narcos da quasi 80 morti della settimana scorsa: ieri è stata la volta di 28 detenuti e 15 poliziotti morti in due diversi episodi. Tra venerdì e sabato le gang del narcotraffico si erano abbandonate alla peggior «matanza» mai avvenuta sotto la presidenza di Felipe Calderon (almeno 77 le persone uccise nell'arco di 24 ore in varie parti del paese). L'episodio più sanguinoso della giornata di ieri si è consumato in una prigione a Maztlan, nello stato messicano di Sinaloa: una sparatoria fra detenuti ha fatto 28 morti. Sulle prime si era pensato un tentativo di fuga di uomini del cartello narco degli «Zetas», ma poi la procura dello Stato ha annunciato che all'origine della sparatoria c'è stato uno scontro tra due gruppi di detenuti in guerra fra loro. Sinaloa del resto è uno degli stati più violenti del Messico, bastione di alcuni dei capi più importanti del narcotraffico, tra i quali Joaquín «El Chapo» Guzman. Con un bilancio meno grave di vittime, ma forse più preoccupante perché si tratta di uomini delle forze dell'ordine, poche ore prima in Messico si era consumato un altro massacro: 15 poliziotti sono stati uccisi in un agguato nei pressi della città di Zitacuaro, nello stato di Michoacoan. Fonti ufficiali hanno puntato il dito contro una banda di narcotrafficanti della zona. Dopo l'agguato, ci sono state altre sparatorie in due punti diversi di Zitacuro e sono stati contati anche una quindicina di feriti. I poliziotti hanno avvertito il Gruppo di operazioni speciali - commando di elite della polizia federale -, mentre i sicari sono a loro volta riusciti a bloccare l'ingresso in due strade importanti che portavano al luogo dell'eccidio. Zitacuaro, rilevano i media locali, si trova in un'area dove c'è un intenso traffico di droghe e dove operano due dei principali cartelli narcos del paese, gli «Zetas» e la «Familia Michoacana», che lottano tra di loro per avere il controllo nella zona del porto di Lazaro Cardenas, sulla costa del Pacifico. ATS

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