
I colloqui che i presidenti di Armenia e Azerbaigan hanno avuto ieri a Monaco di Baviera sulla questione del Nagorno-Karabakh sono stati "costruttivi" e hanno fatto registrare un "progresso" negli sforzi di soluzione della lunga disputa tra le due repubbliche caucasiche. Lo hanno detto i rappresentanti del Gruppo di Minsk in seno all'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), che fungono da mediatori nella trattativa. "I colloqui durati quasi quattro ore sono stati costruttivi. In certi settori si è registrato un progresso, mentre altre questioni restano ancora aperte", si legge in una dichiarazione dei rappresentanti del Gruppo di Minsk (Russia, Usa e Francia), della quale riferiscono oggi le agenzie russe. I presidenti di Azerbaigian e Armenia, Ilham Aliev e Serge Sarkosian, nel loro sesto incontro quest'anno, hanno fatto un "esame dettagliato delle questioni più importanti poste dai copresidenti dell'Osce", ha aggiunto la dichiarazione. I due presidenti hanno incaricato i rispettivi ministri degli esteri di proseguire il lavoro, e il prossimo appuntamento sarà un incontro dei capi delle due diplomazie alla vigilia del Consiglio ministeriale dell'Osce, in programma l'1 e 2 dicembre ad Atene. Il Nagorno Karabak è una enclave armena (a maggioranza di popolazione cristiana) nell'Azerbaigian musulmano, al centro di una lunga disputa territoriale tra le due repubbliche ex sovietiche del Caucaso. Una guerra nei primi anni novanta provocò 30 mila morti e centinaia di migliaia di profughi. Una tregua è in atto dal 1994. Sabato scorso il presidente azero Aliev aveva definito l'incontro di ieri come l'ultima chance, minacciando un nuovo conflitto armato in caso di mancato accordo. ATS
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