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Myanmar, arrestata Aung San Suu Kyi
Foto Shutterstock
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Lara Sargenti
6 anni fa
Colpo di Stato da parte dell’esercito, che ha proclamato lo stato d’emergenza per un anno. I poteri trasferiti al generale Min Aung Hlaing

La presidente del Myanmar Aung San Suu Kyi è stata arrestata dalle forze armate. Lo annunciato nella notte il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd). La premio Nobel per la pace nel 1991 sarebbe detenuta nella capitale birmana Naypyidaw, secondo quanto annunciato dalla portavoce del partito Myo Nyiunt: “Presumiamo che l’esercito stia organizzando un colpo di stato”. Altri esponenti politici sarebbero stati arrestati.

La conferma del colpo di Stato è arrivata nella notte tra domenica e lunedì in un comunicato emesso dalle forze armate, che hanno dichiarato lo stato di emergenza per un anno. Tutti i poteri sono stati trasferiti al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate. Da diverse settimane i militari denunciavano irregolarità nelle elezioni legislative dello scorso novembre, vinte dalla Lnd. Gli arresti sono avvenuti poche ore prima della riunione inaugurale del Parlamento recentemente insediato, prevista nella giornata di oggi. Dal 2011, quando sono state avviate una serie di riforme politiche, vige un delicato equilibrio tra l’esercito, che controlla tre ministeri chiave (interno, difesa e confini) e il governo civile guidato dalla leader Aung San suu Kyi.

Suu Kyi alla popolazione, “non accettate il golpe”
Aung San Suu Kyi ha esortato il popolo birmano a “non accettare il colpo di Stato”: lo ha riferito il partito della leader birmana. “Esorto la popolazione a non accettarlo, a rispondere e a protestare con tutto il cuore contro il colpo di Stato dei militari”: ha fatto sapere Suu Kyi in una dichiarazione diffusa dal suo partito, secondo quanto riporta la BBC.

Il colpo di stato condannato da USA e UE
Gli Stati Uniti “agiranno contro i responsabili se queste misure non saranno revocate”: lo ha reso noto in un comunicato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Il segretario di Stato americano Antony Blinken, da parte sua, ha invitato l’esercito birmano “a rilasciare tutti i funzionari governativi nonché i leader della società civile e a rispettare la volontà del popolo birmano espressa alle elezioni democratiche dell’8 novembre”. Washington, come altri Paesi occidentali, aveva sollecitato i militari il 29 gennaio ad “aderire a standard democratici”, mentre il capo dell’esercito - il generale Min Aung Hlaing - aveva dichiarato che la costituzione del Paese poteva essere “revocata” in determinate circostanze.

Anche l’UE ha condannato fermamente il colpo di Stato dei militari. L’Alto rappresentante dellUe, Josep Borrell, ha chiesto un immediato rilascio dei detenuti. “I risultati elettorali e la costituzione devono essere rispettati”, ha scritto via Twitter. “Il popolo della Birmania vuole la democrazia. L’Ue è con loro”. Anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha deplorato il colpo di Stato su Twitter: “Condanno fortemente il colpo di stato in Birmania e chiedo ai militari di rilasciare quanti sono stati detenuti illegalmente durante i raid in tutto il Paese. Il risultato delle elezioni deve essere rispettato e deve essere ripristinato il processo democratico”.

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