
La polizia della contea inglese del Sussex ha annunciato che, alla luce di nuovi documenti presentati da un giornalista investigativo, sarà riaperta l'inchiesta sulla morte di Brian Jones, il chitarrista dei Rolling Stones trovato annegato nella sua piscina nel 1969. All'epoca il musicista aveva 27 anni ed era uno dei miti dell'ormai affermato fenomeno della musica rock. La sua scomparsa fu un trauma per i fan degli Stones e non solo. La magistratura la classificò come un incidente ma la decisione non ha mai convinto del tutto e, anche a tanti anni di distanza, c'é chi continua a parlare di omicidio. Un portavoce della polizia si è limitato a dire che l'inchiesta sarà riaperta per poter esaminare una copiosa documentazione fornita da Scott Jones, giornalista omonimo ma non parente di Brian. "Al momento è tutto quello che possiamo dire", ha affermato il portavoce. Secondo il domenicale Mail on Sunday, il giornalista ha raccolto circa 600 documenti sul musicista scomparso e li ha consegnati alla polizia. Brian Jones fu uno dei membri fondatori dei Rolling Stones e a quanto si dice fu proprio lui a trovare il nome al gruppo quando, nel 1962, fu costituito. Diventato nel corso degli anni sempre più dipendente da droga e alcol, nel 1969 decise di lasciare la band e il mese successivo fu trovato morto nella piscina della sua villa nel Sussex. Secondo il Mail, la dipendente della villa che scoprì il cadavere ha raccontato di aver visto una guardia del corpo saltare in acqua e "fare qualcosa a Brian". La sua testimonianza è sempre stata uno dei punti di forza di chi sostiene la tesi del delitto ma non può essere verificata perché l'uomo è morto. ATS
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