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Estero
Musica: da Blur a Pink Floyd, no sanzioni per download pirata
Redazione
17 anni fa

Alcuni tra i più celebri musicisti del Regno Unito dicono no al piano del governo britannico di limitare l'accesso a Internet per chi viene scoperto più volte a scaricare illegalmente la musica dalla rete. Secondo alcuni degli artisti provenienti dalle band più celebri della Gran Bretagna, come i Pink Floyd, i Radiohead e i Blur, la proposta del ministro per le Attività produttive, Lord Mandelson, di aumentare le sanzioni per coloro che scaricano musica illegalmente da Internet potrebbe criminalizzare un'intera generazione. Gli artisti, che si sono riuniti nella Featured Artists Coalition, un'associazione fondata di recente per tutelare gli interessi dei musicisti, sostengono che anche se il download illegale danneggia le loro vendite, può anche incoraggiare i fan a recarsi ai concerti o a comprare i loro gadget. "L'ultima cosa che vogliamo - ha commentato il batterista dei Pink Floyd, Nick Mason - è fare la guerra ai nostri fan. Internet può avvicinare le nuove generazioni, che ascoltano poco la radio, alla nostra musica". Secondo gli artisti l'industria musicale deve quindi adeguarsi alle trasformazioni in atto. "La mia generazione - ha sottolineato il chitarrista dei Radiohead Ed O'Brien - è cresciuta con la consapevolezza di dover pagare la musica. Ogni generazione ha però i suoi metodi. Un tempo noi registravano la musica dei nostri amici. Oggi invece si usa il file-sharing". L'associazione di musicisti ha quindi sottoscritto una petizione per chiedere al governo di concentrarsi sui metodi alternativi per scaricare la musica legalmente. "Nel momento stesso in cui si trova un sistema per fermare il fenomeno, salta fuori un metodo per aggirarlo - ha aggiunto il batterista dei Blur Dave Rowntree - Dobbiamo scendere a patti con il cambiamento e convincere le persone a scaricare la musica legalmente". ATS

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