
La polizia indiana ha formalmente incriminato per "atti di guerra" contro l'India l'unico sopravissuto al commando di terroristi che in novembre seminò la morte a Mumbai. Lo dicono le tv locali. Le emittenti dicono che il fascicolo d'inchiesta, che consta di migliaia di pagine, nomina anche altre 19 persone, cittadini sia indiani che pachistani, accusate di aver pianificato ed eseguito gli attacchi che per 60 ore tennero in scacco la capitale economica dell'India e provocarono la morte di 179 persone, fra cui diversi turisti, uno dei quali italiano, facendo risalire la tensione fra India e Pakistan. Le prove contenute nelle risultanze dell'inchiesta della polizia indiana comprendono centinaia di testimonianze, filmati, elementi forniti all'India dall'Fbi, trascrizioni di telefonate fra i membri del commando terrorista e i loro presunti coordinatori in Pakistan. Oltre alla confessione dello stesso terrorista catturato, Mohammed Ajmal Kasab, che rischia la pena di morte. ATS
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