
Mosca ha annunciato ufficialmente oggi di aver individuato al largo di Capo Verde, nell'Africa occidentale, il cargo Artic Sea scomparso dall'inizio di agosto con un carico di legname da oltre un milione di dollari e un equipaggio di 15 marinai russi, trovati in buona salute e già trasferiti su un'altra nave militare russa. Ma il ministro della difesa Anatoli Serdiukov si è riservato per le prossime ore i dettagli dell'operazione, svelando solo una circostanza che aumenta la suspense: i marinai, ora sotto interrogatorio per chiarire la vicenda, non sono stati tenuti sotto la minaccia della armi. Per il resto solo dati tecnici del ritrovamento del vascello, scoperto alle 01.00 ora di Mosca (le 23.00 in Svizzera) a 300 miglia circa al largo delle isole dell'arcipelago africano di Capo Verde. L'equipaggio si trova ora a bordo della fregata antisommergibili Ladny, che guidava le ricerche insieme ad altre tre navi da guerra e due sottomarini nucleari russi, costantemente in contatto con la Nato e le marinerie del Mediterraneo e dell'Africa nord-occidentale. Le prime notizie sulla localizzazione della Artic Sea al largo di Capo Verde, insieme a quelle della richiesta di un riscatto da 1,5 milioni di dollari, risalgono al 14 agosto, ma erano state smentite da Mosca: si aggiunge quindi il giallo ci cosa è successo in questi giorni. Il rappresentante russo presso la Nato, Dmitri Rogozin, ha ammesso oggi che ai media erano state fornite false informazioni per mantenere segreti i piani russi ed ha riconosciuto il prezioso aiuto prestato dall'Alleanza Atlantica per verificare delle informazioni. Rogozin ha definito "brillante" l'operazione russa, profetizzandole un futuro da "libro di storia" e definendola una dimostrazione della capacità del Paese di proteggere i suoi interessi e i suoi cittadini in ogni parte del mondo. Anche lui però ha mantenuto il riserbo, così come le autorità marittine di Malta, isola di cui il cargo batteva bandiera: un portavoce ha spiegato di aver ricevuto severe istruzioni per non divulgare alcuna informazione su una vicenda oggetto d'indagine da parte di vari Paesi. La nave, dell'armatore finlandese Solchart, era salpata il 23 luglio dal Paese baltico, diretta in Algeria. Il giorno successivo era stata assaltata in acque svedesi da un gruppo di uomini mascherati che si erano spacciati per agenti antidroga. Gli ultimi due contatti radio risalgono al 28 luglio, nel Canale della Manica, e al primo agosto, al largo della coste portoghesi. La Commissione europea aveva parlato anche di un secondo attacco non meglio precisato prima che il cargo facesse perdere completamente le sue tracce nell'Atlantico, escludendo però la pirateria tradizionale. In questo periodo si sono accavallate varie ipotesi: da un atto di pirateria ad un blitz delle intelligence di qualche Paese, per prelevare o non far arrivare a destinazione un carico segreto di armi o droga (il materiale radioattivo è stato escluso dalle autorità finlandesi, almeno in partenza). Il mistero quindi resta, anzi ora è ancora più grande. ATS
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