
La Russia ha inserito nella sua lista dei ricercati Oleg Navalny, il fratello di Alexei, morto in carcere venerdì scorso. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass citando il database del ministero dell'Interno russo. Secondo la Tass, sui documenti del dicastero non si specifica quali siano le accuse. Nel 2014 i fratelli Navalny furono condannati a tre anni e mezzo di reclusione per accuse di "frode" ritenute di chiara matrice politica e in un processo bocciato dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo. Allora ad Alexei fu concessa la sospensione condizionale della pena, ma suo fratello Oleg finì in carcere. Le autorità russe usarono però proprio quella sentenza per arrestare Alexei al suo ritorno a Mosca nel gennaio del 2021: il dissidente era stato curato a Berlino per un avvelenamento per il quale si sospettano i servizi segreti russi, e la procura lo accusò di aver violato i termini della condizionale. Oleg nel febbraio del 2022 è stato poi condannato in contumacia a un anno di reclusione con l'accusa di aver incitato a scendere in piazza contro l'arresto di suo fratello.
X sospende temporaneamente l'account di Yulia Navalnaya
Nel frattempo, è tornato attivo su X (ex Twitter) il profilo di Yulia Navalnaya, moglie di Alexei Navalny, che era stato temporaneamente sospeso. Il primo post che si può vedere contiene il video della madre di Navalny con l'appello al presidente russo Vladimir Putin perché il corpo dell'oppositore venga consegnato alla famiglia. L'account di Yulia è stato ripristinato dalla piattaforma X dopo meno di un'ora di sospensione, per violazione delle regole di utilizzo. La vedova dell'oppositore russo ha creato il suo account ieri, dopo aver annunciato che avrebbe preso il posto del marito nella sua lotta politica. Non sono stati forniti dettagli sul motivo della breve sospensione.

