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Morto filosofo Brian Barry, illustre teorico della giustizia
Redazione
17 anni fa

Il filosofo britannico Brian Barry, uno dei massimi esponenti della "teoria della giustizia", è morto a Londra all'età di 73 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato da un portavoce della London School of Economics. Tra i suoi libri di maggior impatto figurano "Teorie della giustizia" (tradotto in italiano da Il Saggiatore nel 1996) e "La teoria liberale della giustizia" (Giuffrè, 1994). Filosofo politico e morale, Barry, nato il 13 gennaio 1936, si laureò e si specializzò all'Università di Oxford, dove poi iniziò la carriera accademica. Insieme ai colleghi David Braybrooke, Richard E. Flathman, Felix Oppenheim e Abraham Kaplan, Barry è stato uno dei pensatori che maggiormente ha contribuito, negli ultimi decenni, a fondere la filosofia analitica con la scienza politica, pubblicando contributi fondamentali sulla giustizia e l'egualitarismo. Sulla scia di Isaiah Berlin, si è occupato in particolare di teoria della giustizia e pluralismo, scrivendo importanti saggi sulla "giustizia come imparzialità". Brian Barry era professore emerito di filosofia politica della Columbia University di New York e professore emerito di scienza della politica della London School of Economics. Nel 2001 era stato insignito del prestigioso Johan Skytte Prize riservato ai grandi studiosi di scienze politiche di fama internazionale. Nella sua prestigiosa carriera, Barry ha insegnato anche all'University of Chicago. È stato direttore di "Ethics", la più importante rivista internazionale di filosofia morale e politica. Tra gli altri libri pubblicati da Barry si segnalano "Sociologi, economisti e democrazia" (1970), "Democrazia, potere e giustizia" (1989) e "Giustizia come imparzialita"' (1995). Nel 2001 ha pubblicato il saggio "Cultura e uguaglianza", dove afferma che alla discriminazione e alle disuguaglianze non si può rimediare con altre discriminazioni alla rovescia, e che l'unico rimedio è l'eguaglianza liberale. ATS

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