
Il sociologo e politologo francese Bruno Etienne, pioniere delle ricerche sui fenomeni religiosi contemporanei nello spazio euro-mediterraneo e in particolare dell'integralismo musulmano, è morto mercoledì sera nella sua casa di Aix-en-Provence, all'età di 71 anni. Da tempo malato, l'annuncio della sua scomparsa è stato dato oggi con un comunicato dall'Institut d'Etudes Politiques d'Aix-en-Provence. Bruno Etienne aveva fondato nel 1992 l'Osservatorio sulle Religioni presso l'Institut d'Etudes Politiques d'Aix-en-Provence per far camminare insieme le ricerche sui fenomeni religiosi nei campi delle scienze politiche, dell'antropologia e della sociologia. Era professore di scienze politiche nelle Università di Aix-en Provence e Marsiglia ed era noto internazionalmente per il libro "Islamismo radicale", apparso per la prima volta in Francia nel 1987 per essere poi tradotto in sedici lingue. Laureato in sociologia, politologia e antropologia, Bruno Etienne si diplomò in lingua araba all'Institut Bourguiba des Langues a Tunisi e poco dopo iniziò a compiere ricerche sui cambiamenti sociali nell'Algeria post-coloniale. Ha insegnato anche in Tunisia, Egitto, Turchia, Siria, Israele, Stati Uniti e Giappone. Considerato uno dei maggiori esperti della civiltà araba moderna e contemporanea, dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 Bruno Etienne è stato uno degli esperti più richiesti per conferenze e interviste in giro per il mondo. Tra le sue opere recenti figurano saggi sull'Algeria francese, sull'Islam in Francia e vari studi sulle religioni in Europa. Nel 1987 pubblicò il saggio "Islamismo radicale", considerato un testo classico per capire le origini, le motivazioni e gli obiettivi del fondamentalismo islamico. Nel 2001 Etienne scrisse una nuova edizione di "Islamismo radicale", arricchita da un ampio saggio in cui l'autore interpreta, con gli strumenti dello studioso, gli eventi dell'11 settembre in tutte le loro implicazioni e conseguenze. Con lucidità e spirito acutamente polemico, Etienne sgombra il campo dai luoghi comuni e addita gli intrecci contraddittori e pericolosi - tra protesta antimoderna e rendite finanziarie e petrolifere, tra fanatismo ipocrita e manovre politiche - che caratterizzano la "nebulosa fondamentalista", di cui Osama Bin Laden, "figura perfetta per soddisfare la tipologia manichea e puritana dell'immagine del diavolo", è solo una temporanea incarnazione. ATS
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