
La Tav Torino Lione si farà. E verrà realizzata rispettando i tempi previsti. Perchè il progetto che punta ad avvicinare Italia e Francia è molto più di una tratta ferroviaria: c'è in gioco "un'idea di Europa". La dimostrazione plastica che il rigore può convivere con lo sviluppo e la crescita. Il premier Mario Monti e il presidente francese Francois Hollande concludono il vertice italo-francese con l'annuncio che "la più grande infrastruttura europea" si realizzerà, mentre in una Lione blindata, i coordinamenti no-Tav italiani e francesi manifestano per bloccare il progetto, con scontri e cariche della polizia. Un progetto di valenza "europea", tornano a ripetere, consapevoli che sulla sua realizzazione pende la scure del bilancio Ue, sul quale non è stato trovato l'accodo a Bruxelles e che dovrebbe finanziare il 40% dei lavori. Ma intanto si va avanti, con l'impegno a ratificare in Parlamento il trattato sulla Tav e la determinazione politica ad andare fino in fondo. Ripetendo a chi protesta i vantaggi della Tav, in grado di togliere dalla strada tra i 600 e i 700 tir e creare 6mila posti di lavorio. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

