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Estero
Montenegro: voto, Djukanovic si proclama vincitore
Redazione
14 anni fa

Milo Djukanovic, capo della coalizione di centrosinistra che governa il Montenegro, ha proclamato nella notte la vittoria del suo schieramento nelle elezioni parlamentari di ieri, assicurando che continuerà nella politica di riforme democratiche e di integrazione euroatlantica. "Cari amici, abbiamo conseguito un risultato magnifico e una grande vittoria", ha detto stappando una bottiglia di champagne davanti ad alcune centinaia di sostenitori. "L'attuale coalizione continuerà a governare il Montenegro - ha aggiunto. Già da domani cominceremo a lavorare per la formazione del nuovo governo, avendo come prime priorità l'integrazione del Montenegro in Ue e Nato e il miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini". Djukanovic ha sottolineato che la coalizione di governo in Montenegro è stata una delle poche in Europa che, nonostante la crisi economica, è riuscita a mantenersi al potere. Secondo i primi dati parziali non ufficiali, la coalizione di Milo Djukanovic ha ottenuto il 45,7% dei voti e 39 degli 81 deputati del parlamento locale, rispetto al 23,8% (20 deputati) andato all'opposizione dell'ex ambasciatore jugoslavo a Roma Miodrag Lekic. Milo Djukanovic, 50 anni, è uno dei politici più popolari dei Balcani occidentali, di certo il più longevo essendo rimasto al potere (tra governo e presidenza) ininterrottamente per quasi vent'anni, fra il 1991 e il 2010. Nominato per la prima volta premier nel 1991 a soli 29 anni, Djukanovic è riuscito a mantenersi a galla e a sopravvivere politicamente negli anni drammatici e tumultuosi della disintegrazione della Federazione jugoslava e delle guerre fratricide degli anni novanta, per condurre il suo Paese all'indipendenza dalla Serbia nel 2006. Alto, sempre elegante, figura altamente carismatica ma anche non poco controversa, Milo Djukanovic è stato a più riprese tirato in ballo in episodi di corruzione e criminalità. Negli anni scorsi fu coinvolto direttamente in un'inchiesta della giustizia italiana su un enorme contrabbando di sigarette fra il Montenegro, la Puglia e il resto d'Italia e d'Europa. L'accusa era di essere stato ai vertici di una organizzazione mafiosa finalizzata al traffico illegale di sigarette fra il 1994 e il 2002, riciclando ingenti somme di denaro in Svizzera e altri paradisi fiscali. Nel maggio 2009 tuttavia il Tribunale di Bari archiviò l'inchiesta, che aveva gettato comunque un'ombra poco rassicurante sul giovane premier montenegrino. ATS

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