
Quasi 500 mila montenegrini si sono recati oggi a votare per le elezioni politiche anticipate che secondo i sondaggi della vigilia dovrebbero confermare al potere il premier europeista uscente Milo Djukanovic, padre della pacifica indipendenza dalla Serbia del 2006 e vero uomo forte del piccolo Paese adriatico da quasi un ventennio. La coalizione 'Per un Montenegro europeo' di Djukanovic è accreditata dai sondaggi di oltre il 50% dei voti, un consenso sufficiente a governare da sola e a traghettare la più piccola delle repubbliche ex jugoslave verso l'Unione europea. "Avremo più voti del 2006: i cittadini sceglieranno il processo di riforme che accelererà la marcia di avvicinamento del Montenegro all'Europa", ha detto Djukanovic, 47 anni, dopo aver votato. Quello di oggi appare infatti come un 'euro-voto', visto che in palio ci sono più degli 81 seggi del parlamento di Podgorica. Djukanovic ha presentato domanda di adesione all'Ue nel dicembre scorso, ottenendo la promessa dalla presidenza di turno ceca dell'Ue di accelerare il processo di integrazione osteggiato invece dalla Germania e dall'Olanda. ATS
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