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Estero
Montenegro: elezioni, trionfa Djukanovic pensando a Ue
Redazione
17 anni fa

I quasi 500 mila elettori montenegrini hanno fatto ieri una scelta chiara consegnando una ampia maggioranza assoluta alla coalizione guidata dal Partito socialista democratico di Milo Djukanovic, premier uscente, padre della pacifica indipendenza dalla Serbia del 2006 e vero uomo forte del piccolo Paese adriatico da quasi un ventennio. La coalizione 'Per un Montenegro europeo' dominata dal partito di Djukanovic ha conquistato secondo gli exit poll, il 51,1% dei voti (il margine di errore è considerato al massimo dell'1%). I seggi ottenuti dovrebbero essere 49 su un totale di 81, quindi assai più dei 41 che Djukanovic già controllava nella precedente legislatura. Djukanovic si è già dichiarato vincitore, visto che il distacco dagli avversari è abissale: 16% per il principale partito di opposizione, il Partito popolare socialista, e il 9% per Nuova democrazia serba (i partiti in lizza in tutto erano 16). Si tratta di un consenso largamente sufficiente non solo a governare da solo ma anche a traghettare la più piccola delle repubbliche ex jugoslave verso l'Unione europea. Quello di oggi appare in effetti come un 'euro-voto', visto che Djukanovic ha presentato domanda di adesione all'Ue nel dicembre scorso, ottenendo la promessa dalla presidenza di turno ceca dell'Ue di accelerare il processo di integrazione osteggiato invece dalla Germania e dall'Olanda. Nel corso del comizio conclusivo di venerdì scorso, Djukanovic ha detto che la sua coalizione "combatterà la crisi e proteggerà l'economia nazionale, salvaguardando imprese e pensioni". L'economia montenegrina, e specialmente il settore del turismo, ha avuto una crescita costante dal 2004, aumentata dopo l'indipendenza dalla Serbia nel 2006, ma rischia come molti altri Paesi balcanici una possibile recessione nel 2009. ATS

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