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Estero
Monte Bianco: 10 anni fa tragedia con 39 morti carbonizzati
Redazione
17 anni fa

L'incendio scoppiò alle 10.46, a causa di un mozzicone di sigaretta finito nel motore di un tir belga che si surriscaldò in galleria. Le fiamme in breve tempo avvolsero il mezzo, che trasportava margarina, e si estesero ad altri veicoli. Così si consumò il 24 marzo 1999, nel traforo del Monte Bianco, una delle più grandi tragedie in un tunnel stradale della storia. Il bilancio fu di 39 morti carbonizzati (tra cui 16 italiani) e di oltre 300 milioni di euro di danni. Per celebrare il decennale dall'incendio domani è in programma una manifestazione al Memoriale, il monumento in ricordo delle vittime eretto sulla strada di accesso al tunnel sul versante francese; è annunciata la presenza di Dominique Bussereau, Segretario di Stato con delega ai Trasporti del Governo francese, oltre che di amministratori valdostani e savoiardi. Dopo l'incidente il traforo rimase chiuso tre anni e fu riaperto con nuove norme di sicurezza, molto più rigide. La procura di Bonneville (Savoia) avviò un'inchiesta sulle responsabilità nell'accaduto, che portò a 13 condanne (di cui una riformata in Appello) per omicidio involontario semplice. La vicenda penale si è conclusa mentre è ancora pendente una causa civile davanti al Tribunale di Aosta per definire le percentuali di responsabilità tra le società di gestione della struttura e le assicurazioni. Tutti i parenti delle vittime hanno già ricevuto i risarcimenti: a tal proposito i soggetti coinvolti avevano versato 27 milioni di euro. I risarcimenti variavano da un minimo di alcune decina di migliaia di euro fino a 250.000 euro. Sempre oggi le due società - l'italiana SITMB e la francese ATMB - hanno siglato un accordo che prevede il versamento di 2,3 milioni di euro per chiudere il contenzioso civile con la Regione Valle d'Aosta. ATS

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