
L'attentatore di Monaco Ali Sonboly non ha scelto "specificamente" le sue vittime e nessuna delle persone alle quali ha sparato era nella sua stessa classe, un liceo tecnico. Lo ha riferito il procuratore capo di Monaco, Thomas Steinkraus-Koch in una conferenza stampa odierna, confermando inoltre che dietro alla strage non vi sia "nessuna motivazione politica o spinta dall'estero".
Secondo gli inquirenti è "solo un caso" il fatto che diverse persone con background da immigrati siano tra le vittime. La circostanza sarebbe legata al fatto che solitamente il McDonald's dove è iniziata la strage è frequentato da ragazzi immigrati. Le vittime erano prevalentemente di origine straniera, mentre solo due erano di nazionalità tedesca. Le altre vittime sono due turchi con passaporto tedesco, un ungherese, un turco, un greco, un kosovaro e un apolide.
La Polizia tedesca ritiene che il killer abbia "sparato a casaccio". Tuttavia, ha aggiunto il capo della Polizia bavarese Robert Heimberger, Ali Sonboly programmava la strage dalla scorsa estate. Inoltre sono stati ritrovati 58 i proiettili sul luogo della sparatoria, mentre altri 300 sono stati rinvenuti all'interno dello zainetto rosso di proprietà del killer.
Dietro la strage, ha puntualizzato la Polizia criminale di Monaco, "non c'è nessuna motivazione politica o spinta dall'estero". Come riferisce Repubblica.it. le autorità hanno confermato che nel pc di Ali Somboly è stato trovata una copia del manifesto diffuso da Anders Breivik prima della strage di Utoya e Oslo costato la vita a 77 persone. E venerdì era il giorno del quinto anniversario della strage sull'isola norvegese. Non solo: il killer ha scritto lui stesso un "manifesto", una specie di testamento e ha usato a Monaco la stessa pistola utilizzata da Breivik, una Glock 17 calibro 9. Se la sarebbe procurata in nero sul web, senza dover fornire alcuna informazione sulla sua identità.
La Polizia ritiene che Ali Somboly fosse ossessionato da questa tipologia di delitti, come proverebbe anche una sua visita a Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne uccise 15 persone in una scuola.
Le forze dell'ordine hanno anche confermato che il ragazzo era in cura per malattie psichiatriche. Nel 2012 era stato oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di classe e nel 2015 era stato ricoverato in una struttura sanitaria per problemi di sociopatia e difficoltà relazionali. Nell'appartamento dove il diciottenne viveva con la famiglia sono state trovate ricette e diagnosi di trattamenti sanitari psichiatrici legati a crisi di ansia e disordini psichiatrici. Secondo le autorità bavaresi, era stato curato in ospedale e a casa con apposite terapie. Nell'appartamento sono stati trovati psicofarmaci, ma non si sa se li stesse assumendo.
I genitori dell'assassino di Monaco non sono stati ancora interrogati, ma il padre dell'attentatore avrebbe riconosciuto il figlio in un video della strage che circolava sulla rete. A quel punto è stato lui stesso a contattare la Polizia di Monaco.
Sonboly si è suicidato con la sua pistola sotto gli occhi di agenti di polizia che cercavano di parlargli: il particolare è fornito in un comunicato della polizia del capoluogo bavarese diffuso in serata.
"Verso le 20:30" di ieri una volante della polizia "ha avuto un contatto" con lo sparatore "a nord del centro commerciale Olympia": "quale reazione alle parole dei funzionari, ha preso immediatamente l'arma da fuoco, se l'è portata alla testa e si è sparato", riferisce la nota che ha ricostruito l'episodio - già emerso con meno dettagli la notte scorsa - sulla base delle testimonianze rese dai poliziotti coinvolti.
Potrebbe invece aver avuto un ruolo nell'organizzazione della strage il 16enne arrestato questa sera dalla polizia e legato al killer. Secondo gli inquirenti, è sospettato di essere stato a conoscenza del piano d'attacco al centro commerciale e di non avere informato le autorità. Avrebbe anche aiutato Ali Somboly a pubblicare su Facebook il post-trappola con il quale il 18enne aveva "convocato" le persone sul luogo dell'attentato.
I de, riporta la Bild, si erano conosciuti durante la terapia psichiatrica.
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