
Secondo giorno di caccia all'uomo per gli inquirenti monegaschi, appoggiati dalla gendarmeria francese, alla ricerca dell'uomo che ha depositato lunedì sera un pacco-bomba nella casa dell'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, ferendo lui, la moglie e il figlio. Al momento, il fuggitivo è introvabile. Ermolaev è sempre in condizioni gravi ma è fuori pericolo, come il figlio tredicenne.
Gambe amputate alla moglie
La moglie, invece, è sempre in prognosi riservata e le sono state amputate le gambe. Il sospetto è in fuga con ogni probabilità dopo aver passato, a piedi, la frontiera del Principato con la Francia, subito dopo aver depositato il pacco, esploso provocando il ferimento dei tre Ermolaev, appena rientrati in casa, e un forte shock nella zona e in tutto il Principato. Le telecamere di sorveglianza hanno fornito anche i dettagli dell'abbigliamento e della struttura dell'uomo, ma al momento non ci sono tracce.
Sospetti su servizi ucraini
«La pista privilegiata dagli inquirenti sarebbe quella di un atto pilotato dal Sbu, i servizi segreti ucraini»: lo sostengono «fonti concordanti interrogate da Le Figaro», come riportato dal quotidiano francese nel suo numero in edicola oggi. «Residente a Monaco dal 2021 - scrive il giornale - il ricchissimo uomo d'affari Vadim Ermolaev aveva preso le distanze dal suo Paese natale, rinunciando alla nazionalità ucraina per un passaporto cipriota nel 2019, prima di essere colpito, dal dicembre 2023, da sanzioni personali decise da Kiev». «Secondo nostre informazioni - aggiunge il giornale - l'attacco sarebbe più vicino a un 'avvertimento' che a un deliberato tentativo di omicidio». Lo stesso quotidiano parigino, aggiunge che «se le ipotesi sulla fuga del colpevole restano molte, la più seria lascia pensare che il fuggiasco avrebbe preso la direzione dell'Italia». Un'ipotesi diversa da quelle comunicate ieri dal procuratore nella sua conferenza stampa, secondo le quali l'attentatore «era fuggito a piedi attraversando la vicina frontiera con la Francia».

