
Il presidente moldavo Vladimir Voronin ha minacciato oggi il ricorso alla forza se proseguiranno i disordini nella capitale Chisinau. Ieri i manifestanti anticomunisti hanno dato l'assalto al Parlamento e al palazzo presidenziale. Anche oggi alcune centinaia di persone si sono radunate davanti alla sede del governo, dove nel pomeriggio è in programma una riunione straordinaria del gabinetto con la partecipazione del presidente. Voronin ha detto di essere sul punto di "perdere la pazienza", riferisce l'agenzia Interfax. "Noi sappiamo che dietro a questi disordini vi sono determinate forze della Romania. Lo testimoniano anche le bandiere romene che sono state issate sugli edifici governativi a Chisinau", ha detto Voronin. Il presidente ha aggiunto che sono noti sia gli organizzatori sia i finanziatori delle proteste. "Le forze dell'ordine hanno arrestato 118 organizzatori dei disordini, mentre i principali finanziatori hanno già lasciato il paese", ha affermato Voronin. La Moldova, ha sottolineato, intende rafforzare i controlli alle frontiere con la Romania introducendo il regime dei visti. L'ambasciatore romeno a Chisinau, Filip Teodorscu - ha ancora detto Voronin - è stato dichiarato persona non grata e dovrà lasciare la Moldova entro 24 ore. L'ambasciatrice moldava a Bucarest, Lidia Gutsu, era stata richiamata ieri in patria per consultazioni. ATS
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