
Una nuova sessione di colloqui di pace indiretti tra Siria e Israele prevista per domenica è stata rinviata, ma all'orizzonte si profila comunque il passaggio a negoziati diretti: questa l'indicazione più importante emersa a Damasco al termine di una riunione dei leader di Siria, Francia, Turchia e Qatar per un esame dei problemi del Medio Oriente. Il quinto "cruciale" round, che doveva aver luogo ad Istanbul il 7 settembre, "é stato rinviato a causa delle dimissioni del capo del team dei negoziatori israeliani", ha detto il presidente siriano Bashar al Assad, affermando però al tempo stesso che "la Francia avrà un ruolo essenziale quando i negoziati diventeranno diretti". Assad ha inoltre rivelato che "quando il presidente libanese Michel Suleiman è stato a Damasco (il 13 agosto) si è discusso della necessità che il Libano entri nei negoziati (con Israele), quando diventeranno diretti". Difficile prevedere un limite di tempo, anche perché lo stesso Assad ha affermato che ciò non avverrà prima dell'insediamento di un nuovo governo in Israele e prima di una "nuova amministrazione Usa convinta del processo di pace". Tuttavia, il premier turco Tayyip Erdogan ha annunciato che il quinto round dei colloqui indiretti si terrà in Turchia il 18 e 19 settembre. "Il processo andrà avanti" ha affermato Erdogan, dicendosi "fiducioso che chiunque prenda il posto del premier israeliano Ehud Olmert continuerà questo processo". Ma Assad ha anche espresso preoccupazione per il possibile ritorno di una guerra fredda, "che sarebbe peggiore di quella del secolo scorso, e non vogliamo che il Medio Oriente diventi il campo di battaglia di tale guerra". Il presidente francese Nicolas Sarkozy, primo capo di Stato occidentale a recarsi in visita ufficiale a Damasco da quattro anni, ha dal canto suo colto l'occasione per ammonire l'Iran, che, ha detto, si sta assumendo "un grande rischio a continuare il suo programma nucleare militare". L'emiro del Qatar sheikh Hamad bin al Khalifa al Tahani ha dal canto suo espresso il "rifiuto che i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo vengano trascinati in un nuovo conflitto con l'Iran" a causa del suo dossier nucleare. Nel corso della loro riunione di circa un'ora, i quattro leader hanno anche discusso di altre importanti questioni regionali, come il processo politico in Iraq attraverso il dialogo nazionale, la situazione in Libano, che Assad ha definito ancora "fragile", e i negoziati israelo-palestinesi. ATS
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