
TEL AVIV, 25 apr (ats/ansa) È ferma anche oggi in tutta la Striscia di Gaza, per mancanza di carburante, la distribuzione di aiuti da parte dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'assistenza ai profughi (UNRWA): "I nostri mezzi sono a secco e temiamo che la situazione non cambierà almeno fino a domenica" ha detto all'ANSA Filippo Grandi, vice commissario generale dell'agenzia. Da novembre dello scorso anno Israele ha introdotto un razionamento delle forniture di carburante alla Striscia di Gaza come sanzione economica nei confronti delle milizie palestinesi che continuano a lanciare razzi. "Noi siamo l'unico servizio pubblico rimasto nella Striscia - aggiunge Grandi - serviamo il 70% della popolazione, e il problema quindi non riguarda ormai solo la distribuzione degli aiuti umanitari ma anche il funzionamento di 214 scuole e di 19 centri sanitari: non si può fare nulla se i nostri camion, le nostre macchine e tutti i nostri mezzi di trasporto sono fermi per mancanza di carburante". L'UNRWA è tornata a chiedere anche oggi che Israele riprenda immediatamente le forniture di carburante. Ieri il governo israeliano aveva attribuito ai palestinesi le responsabilità, affermando che in realtà il carburante si trova nei depositi presso il valico-terminal di Nahal Oz, e che sono le dimostrazioni organizzate da Hamas ad averne impedito la consegna all'UNRWA. "La realtà è completamente diversa - replica oggi Filippo Grandi - è vero che nei depositi a Nahal Oz si trova ancora del carburante, ma si tratta di quantità talmente piccole che le aziende palestinesi che gestiscono la distribuzione a noi come alle stazioni di servizio private non sanno a chi darlo senza scatenare la durissima protesta degli esclusi, che rischia di provocare addirittura scontri armati. Per questa ragione noi abbiamo chiesto ad Israele di pompare nuovo carburante, in modo da poter soddisfare una parte delle richieste e quindi farabbassare la tensione, ma finora questa nostra esortazione è caduta nel vuoto". L'alto dirigente dell'UNRWA usa parole molto dure: "La strategia del contagocce attuata da parte di Israele - afferma - è una vera e propria strategia di strangolamento. Noi sappiamo bene che ci sono responsabilità e colpe da parte delle milizie palestinesi che insistono a lanciare razzi contro la popolazione civile israeliana, e noi continuiamo a condannarle: ma è inaccettabile che in risposta a questo, l'intera popolazione di Gaza venga tenuta ostaggio". ATS
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