
Il Capo di Stato israeliano Shimon Peres e il ministro della Difesa Ehud Barak (leader del partito laburista) hanno messo a punto un piano di pace che prevede nella sua prima fase la costituzione di uno Stato palestinese provvisorio su circa metà della Cisgiordania. Lo riferisce il quotidiano "Maariv". Il giornale non fa riferimento esplicito alla Striscia di Gaza, che si trova sotto il controllo di Hamas. Secondo il giornale il piano - che a quanto pare viene respinto dall'Autorità palestinese - include assicurazioni separate degli Stati Uniti. Ai palestinesi sarebbe assicurato che le trattative sull'assetto definitivo di pace non si protrarranno oltre uno-due anni e che lo Stato definitivo avrebbe una estensione simile a quella dei Territori prima dell'occupazione israeliana del 1967. Ad Israele sarebbe garantito il carattere "ebraico", ossia che non ci sarebbe un ritorno di profughi palestinesi nel suo territorio. Dieci giorni fa anche il n. 2 di Kadima (opposizione) Shaul Mofaz ha presentato un piano analogo. Maariv aggiunge che il premier Benyamin Netanyahu (Likud) "è a conoscenza" del piano di Peres e di Barak e a quanto pare non si oppone. Ieri la "colomba" israeliana Yossi Beilin ha rivelato che Netanyahu si accinge a proclamare un congelamento di dieci mesi nei progetti edili ebraici in Cisgiordania. Questa notizia non ha ancora trovato conferma. ATS
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