
E' appeso alle divergenze su 15 nomi l'ipotesi d'uno scambio di prigionieri fra Israele e Hamas per la liberazione del caporale Ghilad Shalit, ostaggio da oltre 3 anni degli islamico-radicali palestinesi nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono oggi media arabi e israeliani, mentre fonti di Hamas negano categoricamente che Shalit possa essere già stato trasferito in Egitto, come rimbalzato dal Kuwait. L'accordo - rinviato dalle ultime indiscrezioni a metà dicembre - dovrebbe riguardare centinaia di palestinesi detenuti in Israele, inclusi 450 condannati per gravi fatti di terrorismo, destinati a uscire dal carcere in cambio di Shalit. La mediazione attribuita in queste ore a un misterioso negoziatore tedesco - unitosi nei mesi scorsi agli intermediari egiziani - resta tuttavia incagliata su almeno 15 nomi. Secondo l'edizione online di Haaretz, si tratta di una decina di figure simbolo di Hamas, di un paio di donne coinvolte in attentati particolarmente sanguinosi e di leader di altre fazioni palestinesi come Marwan Barghuti (Al Fatah), condannato a 5 ergastoli in Israele per le violenze della seconda Intifada. Figure su cui il governo israeliano esita, subordinandone la liberazione quanto meno a un periodo d'esilio dai Territori palestinesi. E su cui, nel caso specifico di Barghuti, pesa il 'no' espresso ieri a ogni ipotesi di scarcerazione dal ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman. ATS
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