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Estero
MO: Scozia; boicottaggio libri Israele, rabbia scrittori
Redazione
15 anni fa

Desta oltraggio fra gli scrittori israeliani la decisione di un consiglio provinciale in Scozia, il West Dunbartonshire (100 mila abitanti), di precludere testi stampati in Israele dalle biblioteche pubbliche, nel contesto di una serie di iniziative a sostegno della causa palestinese. La notizia, apparsa nei giorni scorsi sulla stampa britannica, è riferita oggi con grande evidenza dal diffuso quotidiano "Yediot Ahronot" in articolo titolato "Una Storia di tenebre" (allusione ad un romanzo di Amos Oz). Un portavoce del West Dunbartonshire ha detto al giornale che le autorità locali "non boicotteranno libri israeliani stampati in Gran Bretagna, ma solo quelli stampati in Israele" nel contesto di un più vasto boicottaggio di tutti i prodotti israeliani approvato in diverse zone della Scozia. La decisione non è retroattiva, ha precisato. In risposta al giornalista, che chiedeva se anche Iran, Libia o Siria fossero oggetto di boicottaggi simili in quella regione il portavoce ha ammesso che Israele è l'unico Paese colpito dal provvedimento. Il giornale aggiunge che nella città scozzese di Dundee le autorità municipali si sono mobilitate per "sconsigliare" alla popolazione di acquistare qualsiasi prodotto israeliano. Ma si sono astenute dal proclamare un boicottaggio formale, per considerazioni di carattere legale. Per Amos Oz, la decisione del West Dunbartonshire è "vergognosa". Il romanziere Allon Hilu - autore del romanzo "La casa Dajani" (in cui mostra una spiccata empatia per la causa palestinese) - trova che quel boicottaggio sia del tutto fuori luogo anche perché in Israele proprio gli scrittori "esprimono il lato più equilibrato" della società. Hilu si chiede se gli sarà adesso possibile partecipare al prossimo festival culturale ad Edimburgo. Dura la reazione della ambasciata israeliana a Londra. "Dove oggi si boicottano libri, in futuro potremmo assistere anche al loro rogo" ha osservato l'ambasciatore Ron Prossor, tornando col pensiero ai falò di libri ebraici ordinato dal gerarca nazista Joseph Goebbels nel 1933. ATS

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