Cerca e trova immobili
Estero
MO: processo pace; Fayyad rilancia, Stato entro 2011
Redazione
17 anni fa

Uno Stato palestinese indipendente "è possibile" già nel giro di un paio d'anni, a patto di accelerare sulla via delle iniziative concrete che qualche risultato - sul piano economico e istituzionale - stanno fin d'ora producendo nella Cisgiordania amministrata dall'Autorità (Anp) del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas). È questo il messaggio lanciato oggi dal capo del governo dell'Anp, Salam Fayyad, tecnocrate ed ex funzionario della Banca mondiale molto stimato a Washington, mentre le alchimie della diplomazia internazionale provano faticosamente a ricomporsi sulla ripresa del processo di pace mediorientale dietro la spinta dell'amministrazione Usa di Barack Obama. Fayyad ha illustrato da Ramallah un piano d'azione dettagliato, che prevede la costituzione d'uno Stato palestinese al fianco di Israele fin dal 2011, nelle stesse ore in cui a Londra il premier israeliano Benjamin Netanyahu si accingeva a discutere dello spinoso nodo degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e degli ostacoli alla ripresa del negoziato con i palestinesi. Ostacoli che a giudizio di Fayyad non cancellano la prospettiva di fondo secondo cui "la creazione di uno Stato entro i prossimi due anni è un dovere, ed è anche un traguardo realizzabile". I 16 anni seguiti agli accordi di Oslo (fra Israele e Olp) si sono rivelati sterili, ha ammesso il premier dell'Anp, e per questo i palestinesi devono prendere ora in mano il loro futuro, senza attendere oltre. "Abbiamo deciso di essere attivi, di accelerare la fine dell'occupazione israeliana lavorando duro per costruire realtà positive sul terreno, facendo emergere il nostro Stato come un fatto compiuto che non possa più essere negato", ha detto. L'obiettivo immediato del governo di Ramallah è quello di consolidare le forze di sicurezza, i servizi pubblici e l'economia". Anche se, ha avvertito Fayyad, "il tempo stringe poiché l'attività di insediamento prosegue, così come la costruzione del Muro, la confisca di terre palestinesi, la demolizione di case arabe a Gerusalemme Est". Il piano di marcia dell'Anp verso lo Stato, presentato dal premier, è esposto in dettaglio in un documento di 65 pagine. Per rilanciare l'economia della Cisgiordania, esso indica fra l'altro la necessità di un aeroporto nella valle del Giordano. Fayyad ritiene inoltre prioritario il rafforzamento dei collegamenti ferroviari con i Paesi arabi. Mentre per contrastare la colonizzazione ebraica evoca, accanto alle pressioni diplomatiche straniere, attività di disobbedienza civile (pacifica) da parte di appositi comitati popolari. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata