
"Una visita estremamente positiva": così il capo dello stato israeliano, Shimon Peres, ha definito stasera la visita di stato appena conclusa in Russia, dove fra l'altro è stato ricevuto dal presidente, Dmitri Medvedev. In un comunicato stampa Peres ha sottolineato con compiacimento l'intenzione espressa da Medvedev di elevare il livello delle relazioni strategiche fra Russia e Israele a quello che Mosca già intrattiene con Germania, Francia e Italia. "Si tratta di una decisione oltremodo significativa per Israele nelle sue relazioni con la Russia a tutti i livelli", ha rilevato Peres. Uno dei temi principali toccati da Peres con Medvedev nel loro incontro di Soci, sul Mar Nero è stato quello della minaccia nucleare iraniana. "Il presidente russo - secondo Peres - si oppone all'esistenza di armi nucleari in Iran e ha espresso una chiara promessa che la Russia non venderà (a Teheran, ndr) armamenti che possano pregiudicare gli equilibri in Medio Oriente". In mattinata, in Russia, Peres era stato ancora più esplicito affermando di aver appreso da Medvedev che la Russia riesaminerà la prevista vendita all'Iran di missili terra-aria S-300 di fabbricazione russa. Il capo dello stato israeliano, che in nottata rientrerà in patria, si è anche felicitato dei progressi che sembrano profilarsi nel processo di pace fra israeliani e palestinesi. Secondo la stampa locale il presidente Usa, Barack Obama, progetta un piano di pace e anche un incontro tripartito con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, e con il presidente dell'Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas). da tenersi possibilmente alla fine di settembre a New York, ai margini della seduta generale delle Nazioni Unite. Peres ha accolto anche questi sviluppi, ancora in fase iniziale, con compiacimento. "Non c'è dubbio che Israele aneli a una pace piena e generale con i palestinesi e con tutti i suoi vicini. Le parti peraltro sono pronte a un dialogo reale, e sono persuaso che si possa compiere uno sforzo tale da superare i divari che ancora separano le rispettive posizioni". In particolare, negli ultimi mesi, Abu Mazen condiziona la ripresa del dialogo con gli israeliani a un congelamento generale della colonizzazione ebraica nei Territori e della costruzione della Barriera di separazione. Obama e Netanyahu, da parte loro, stanno cercando in merito una formula di compromesso. Peres stesso afferma di aver preso parte a contatti discreti con la leadership palestinese e di averne ricavato grande incoraggiamento. ATS
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