
Da domani l'Autorità nazionale palestinese entra in una fase acuta di incertezza istituzionale, con la conclusione del quarto anno di presidenza da parte di Abu Mazen (Mahmud Abbas). Nell'entourage del Rais si ostenta grande sicurezza. "Non ci sono le condizioni - ha detto oggi il premier Salam Fayad - per affermare nelle attuali circostanze che c'è un seggio presidenziale vacante". Inoltre, ha aggiunto, la legge elettorale "stabilisce chiaramente che le elezioni presidenziali e legislative devono essere simultanee", cioé nel gennaio 2010. Questa analisi viene respinta da mesi con foga da Hamas secondo cui Abu Mazen non ha affatto diritto a fungere da presidente per un quinto anno. "Il 9 gennaio prossimo - ha affermato da Beirut Osama Hamdan, un dirigente di Hamas - sarà l'ultimo giorno della presidenza di Abu Mazen". Secondo Hamas da domani Abu Mazen dovrà dunque essere sostituito dal presidente del Consiglio legislativo palestinese Abdel Aziz Dweik, che tuttavia è detenuto in Israele da due anni e versa in condizioni fisiche degradate. Da Madrid, dove oggi ha incontrato il primo ministro spagnolo José Luis Zapatero, Abu Mazen ha ribadito dal canto suo di essere pronto a indire elezioni legislative e presidenziali. "Siamo pronti, nel rispetto della Costituzione, a convocare, come abbiamo fatto in più occasioni in passato, elezioni legislative e presidenziali", ha detto, in una conferenza stampa congiunta con Zapatero al palazzo della Moncloa. In seno a Hamas sembrano tuttavia esserci posizioni diverse. Un portavoce del premier del governo di Hamas Ismail Haniyeh, Taher a-Nunu, ha dichiarato oggi da Gaza che "per il momento la massima priorità resta far fronte agli assalti israeliani e ricercare la unità nazionale dei palestinesi". "Non è questo il momento adatto per aprire la questione delle legittimità di Abu Mazen", affermano dirigenti di Hamas a Gaza. Resta comunque evidente il problema dell'autorità di Abu Mazen su Hamas. Le sue iniziative di tregua, discusse con l'Egitto, sono infatti respinte con decisione dai dirigenti di Hamas che non se ne sentono vincolati. In particolare Hamas respinge il progetto di consegnare all'Anp, ossia ad Abu Mazen, la zona di Rafah, cioé il punto di transito fra Egitto e Gaza. ATS
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