
Una nuova fiammata di violenza e tensione è divampata oggi sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme, nell'imminenza della ricorrenza ebraica del Kippur, con scontri fra polizia israeliana e giovani palestinesi che si sono protratti per ore nelle viuzze della città vecchia e in altri rioni. Il bilancio è di decine di feriti, fermi e accese polemiche politiche.I disordini, innescati dalla reazione degli arabi-musulmani all'annuncio di una incursione di un gruppetto di ebrei religiosi nazionalisti sulla Spianata (ritenuto il luogo su cui sorgeva il grande tempio, distrutto dall'imperatore romano Tito quasi 2000 anni fa), hanno avuto il loro culmine durante la mattinata. Sono stati tuttavia seguiti da scontri episodici anche nel pomeriggio, registrati in varie zone di Gerusalemme est (la parte della città a maggioranza araba annessa da Israele nel 1967). In base ad un bilancio aggiornato, i feriti e i contusi sono stati fra 40 e 50 (inclusi 17 agenti e ufficiali colpiti da pietre). Almeno una decina i fermi.Secondo la polizia israeliana, le violenze sono cominciate quando un gruppo di turisti francesi, avvicinatosi alla Spianata per visitare la Moschea Al Aqsa e il Duomo della Roccia è stato preso a pietrate da circa 150 musulmani. Questi avevano trascorso nei luoghi di preghiera la notte per impedire l'annunciato blitz di un drappello di attivisti religiosi ebrei (che volevano compierlo simbolicamente alla vigilia del Kippur, ma che in realtà in quel momento erano ancora in cammino) e hanno creduto di individuarli negli ignari francesi.La sassaiola ha provocato l'intervento in forze della polizia - in stato di massima allerta per il Kippur - con cariche e lanci di granate assordanti. Alla fine l'ordine è stato ristabilito, mentre l'accesso alla Spianata delle Moschee veniva interdetto a chiunque. Ma in un clima di calma precaria: scontri sporadici si sono avuti infatti al di fuori della cinta della città storica anche dopo le preghiere del pomeriggio, quando gli agenti sono dovuti intervenire fra l'altro per impedire il tentativo di incendio di una stazione di servizio.La polizia israeliana ha denunciato come preordinata la protesta. Mentre il capo negoziatore dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Saeb Erekat, ha definito provocatoria l'iniziativa degli ebrei nazionalisti e l'autorizzazione concessa loro, e ha accusato le autorità israeliane di aver voluto deliberatamente "intensificare la tensione" per sabotare gli ulteriori sforzi annunciati dall'amministrazione Usa di Barack Obama per imporre una faticosa ripresa del negoziato israelo-palestinese.Dalla loro roccaforte nella Striscia di Gaza, gli integralisti di Hamas hanno intanto approfittato dell'occasione per invocare un bis della 'seconda Intifada' del 2000: bollando quanto accaduto oggi "un crimine sionista", dichiarando Israele "responsabile delle conseguenze" di una possibile escalation e auspicando per bocca di Muhammad Abu Askar "una rivolta generale degli arabi e dei musulmani in difesa delle moschee" di Gerusalemme.La nuova ondata di tensione coincide con le prime ore dello Yom Kippur, giorno in cui la popolazione ebraica d'Israele si ferma per la sua ricorrenza più solenne, dedicata al digiuno, alla preghiera, alla penitenza di fronte a Dio. E non è un caso che si concentri su un territorio carico di fede, ma anche di contese e passioni contrapposte come quello della Spianata delle Moschee: terzo luogo santo dell'Islam e al contempo (con il nome di Monte del Tempio) sito sacro come nessun altro per gli ebrei religiosi. Che ai suoi piedi, di fronte al Muro del pianto, ritenuto una delle pareti delle fondamenta dell'antico Tempio biblico, si recano a pregare.ATS
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