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MO: Israele-Anp; primo incontro da mesi, ma summit in dubbio
Redazione
17 anni fa

Primo incontro ministeriale da mesi, oggi a Gerusalemme, fra Israele e Autorità nazionale palestinese (Anp). Protagonisti il vicepremier e ministro per lo sviluppo regionale israeliano, Silvan Shalom, e il ministro dell'economia palestinese, Bassem Khoury, ritrovatisi in una saletta dello hotel King David per discutere di cooperazione economica e di alcune concrete questioni amministrative. L'incontro - il primo di questo livello dall'ascesa al potere in Israele, nel marzo scorso, del governo a maggioranza di destra di Benyamin Netanyahu - è durato un paio d'ore. Dapprima c'è stato un faccia a faccia, poi un confronto allargato alle delegazioni. Si è parlato di facilitazioni all'ingresso in Israele di uomini d'affari palestinesi e del progetto di creazione di parchi industriali congiunti. L'iniziativa s'iscrive nella strategia di Netanyahu di puntare per ora più che altro sulla cosiddetta "'pace economica" con i palestinesi, sullo sfondo di una situazione di parziale miglioramento degli indicatori della Cisgiordania, la parte di territorio palestinese controllata dall'Anp del presidente moderato Abu Mazen (Mahmud Abbas): miglioramento favorito anche, secondo alcuni osservatori, dall'allentamento di restrizioni e blocchi militari israeliani nella zona. Una strategia che peraltro non cancella le ombre sulla ripresa del processo di pace a livello politico, tuttora al centro di incognite malgrado gli sforzi della comunità internazionale e della nuova ammministrazione americana di Barack Obama. A questo riguardo, le aspettative si legano adesso a un ipotetico vertice a tre fra Netanyahu, Abu Mazen e Obama in occasione dei lavori dell'assemblea generale dell'Onu del 23 settembre. Vertice che talune indicazioni israeliane e palestinesi avevano dato nei giorni scorsi per probabile, ma che nelle ultime ore fonti diplomatiche occidentali citate dai media di Tel Aviv hanno rimesso in discussione a causa delle resistenze non del tutto rimosse da parte di Netanyahu a una intesa almeno parziale di congelamento degli insediamenti ebraici nei territori palestinesi: congelamento previsto dagli accordi internazionali degli anni passati, sollecitato in questi mesi con insolito vigore da Washington e richiamato ripetutamente in modo rigido da Abu Mazen quale "condizione minima" per riaprire il tavolo del negoziato politico. ATS

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