
Si è concluso senza annunci ufficiali di intese l'incontro svoltosi oggi a Gerusalemme fra il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, e l'inviato del presidente americano Barack Obama per il Medio Oriente, George Mitchell, incaricato di cercare di far ripartire il processo di pace israelo-palestinese. Il colloquio, durato due ore, è stato definito "buono" in una nota dello staff di Netanyahu nella quale si annuncia un ulteriore faccia a faccia per giovedì, dopo l'incontro che Mitchell avrà stasera a Ramallah col presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas). Ricevendo l'emissario americano, Netanyahu aveva assicurato stamattina di voler "tendere la mano ai palestinesi alla ricerca della pace" su uno sfondo di "prosperità e sicurezza". Stando al sito del giornale Haaretz, tuttavia, il colloquio odierno con Mitchell non pare essere ancora riuscito a sbloccare la situazione sul tema-chiave di un congelamento degli insediamenti ebraici. Congelamento che gli Usa e la comunità internazionale sollecitano come precondizione di un vertice di rilancio del negoziato fra Obama, Netanyahu e Abu Mazen, già ipotizzato entro il mese, e che l'Anp chiede sia dichiarato senza eccezioni in Cisgiordania e a Gerusalemme est, secondo gli impegni previsti dalla Road Map del 2003. Ma che Netanyahu al momento sembra essere disposto a concedere solo su base temporanea e solo in Cisgiordania. ATS
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