
"Israele non si piega": questo uno degli slogan esposti oggi da giovani attivisti del Likud a Gerusalemme di fronte all'ufficio del premier, a poche ore dal discorso che Benyamin Netanyahu pronuncerà in risposta a quello del presidente americano Barack Obama al Cairo, dieci giorni fa. "Amiamo Israele, rafforziamo Netanyahu", hanno scandito i dimostranti, fiduciosi che stasera comunque il loro leader non cederà alle pressioni internazionali sul congelamento degli insediamenti e sulla costituzione di uno stato palestinese accanto ad Israele. "Israele non può accettare uno stato palestinese armato e guidato da Hamas", ha osservato il ministro delle finanze Yuval Steinitz, un dirigente del Likud molto vicino al premier. Secondo la stampa è probabile che Netanyahu confermerà l'impegno di Israele per il Tracciato di pace (presentato dal Quartetto nel 2003) e che si dirà pronto al dialogo con i palestinesi; ma non si impegnerà a congelare le colonie. "Il suo sarà un discorso molto prudente e di carattere generico", ha anticipato il ministro della difesa Ehud Barak. ATS
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