
Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha respinto oggi le critiche piovute da mezzo mondo dopo l'annuncio di ieri di un nuovo piano di costruzioni di circa 1300 alloggi a Gerusalemme est, la parte a maggioranza araba della città la cui annessione a Israele non è riconosciuta dalla comunità internazionale. Lo riferiscono i siti israeliani citando dichiarazioni rese dal premier negli Usa prima d'un incontro col segretario di Stato, Hillary Clinton. "Gerusalemme è la nostra capitale e non un insediamento", ha detto Netanyahu, aggiungendo che il suo governo "non si è mai impegnato a limitazioni di progetti edilizi" nella città. Il governo israeliano considera Gerusalemme capitale "unita, indivisibile ed eterna" dello Stato ebraico. "Israele non vede alcun legame fra il processo di pace e la sua politica di progettazione urbanistica e di costruzione a Gerusalemme, che non è mai cambiata negli ultimi 40 anni", ha sottolineato Netanyahu. "Tutti i governi israeliani - ha concluso - hanno costruito in questi 40 anni in tutti i settori della citta"'. L'annuncio della costruzione dei 1300 nuovi alloggi in due zone di Gerusalemme est è stato denunciato come un colpo alle speranze di ripresa dei negoziati dall'Autorità nazionale palestinese (Anp), che rivedica la parte orientale della città quale capitale del suo futuro Stato. Critiche severe sono venute inoltre dall'amministrazione Usa, dall'Onu, dalla Russia e dai governi dei maggiori Paesi europei. ATS
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