
La situazione nella Striscia di Gaza è "traumatizzante": a lanciare l'allarme è Suzanne Leuenberger, impiegata svizzera dell'agenzia dell'ONU per i rifugiati palestinesi (Unwra), di stanza nei Territori occupati dal 2004. Interpellata oggi dall'ATS, la Leuenberger ha affermato che la popolazione è privata di tutto: solo un decimo degli aiuti umanitari necessari giungono a destinazione. Ci vorrebbero quotidianamente 400 camion di aiuti umanitari e 200 di materie prime per garantire una vita normale agli abitanti di Gaza, ha affermato l'operatrice: in seguito al blocco israeliano sono mesi che solo un decimo dei convogli raggiunge il territorio controllato da Hamas. A volte i valichi sono addirittura chiusi del tutto. La priorità dell'Unwra, che è stata costretta a interrompere una parte dei suoi programmi a Gaza, è ora di coordinare l'ingresso degli aiuti nella Striscia. Per ora solo un valico è aperto, e ciò non consente un approvvigionamento sufficiente. "La gente ha un enorme bisogno di cibo e di farmaci", sottolinea la Leuenberger: chi non possiede un generatore non ha quindi né elettricità né acqua, perchè le pompe funzionano tutte elettricamente. La popolazione soffre anche il freddo, in quanto i bombardamenti hanno frantumato tutte le finestre degli edifici. Si tratta di una situazione "traumatizzante", che le persone - soprattutto i bambini - "non potranno mai dimenticare", ha affermato. ATS
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