
È di sollievo e apprezzamento diffuso, oggi in Israele, la reazione alla dissociazione degli Usa dal rapporto della commissione Onu che nei giorni scorsi aveva evocato accuse di crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti delle forze israeliane nel quadro di indagini sull'offensiva Piombo Fuso nella Striscia di Gaza. La notizia, riecheggiata di notte da Washington, ha spinto i media online a dare brio alle trasmissioni, quasi ferme per il clima festivo nel pieno delle celebrazioni di Rosh Hashana, il Capodanno ebraico. Sia "Haaretz", sia "Yediot Ahronot" sottolineano con enfasi i rilievi mossi dall'amministrazione Obama al testo redatto sotto la guida del magistrato sudafricano Richard Goldstone, rilevando come sia stato ritenuto "iniquo verso Israele". Mentre l'agenzia palestinese Maan minimizza l'intervento Usa come "una cauta espressione" di critica che non risponderebbe in realtà alle pressioni israeliane per una condanna vera e propria. Secondo un portavoce del Dipartimento di Stato, in effetti, il rapporto "si focalizza larghissimamente su Israele", soffermandosi sulle "deplorevoli azioni di Hamas" (il movimento islamico radicale palestinese al potere a Gaza) e sulle sue responsabilità all'origine del conflitto solo in modo "timido e generico". Opinione che non impedisce peraltro agli Usa di sollecitare Israele ad affidare alle proprie "istituzioni democratiche" indagini approfondite sugli "abusi" denunciati durante l'operazione Piombo Fuso (conclusasi dopo 22 giorni di bombardamenti e azioni sul terreno con un bilancio stimato, a seconda delle fonti, di 1200-1400 palestinesi e 9 israeliani uccisi), ma che sembra comunque una presa di distanza dalla commissione Goldstone. L'iniziativa americana non pare del resto estranea alla controffensiva diplomatica annunciata da Israele subito dopo la pubblicazione del rapporto Onu - criticato aspramente dal mondo politico e da gran parte dell'opinione pubblica interna come sbilanciato e preconcetto - per limitarne gli effetti politici e legali in sede internazionale. Controffensiva volta a cercare di "far sotterrare" la relazione Goldstone, come dichiarato dal viceministro degli esteri, Dany Ayalon, e avviata ieri da un giro di telefonate del premier Benyamin Netanyahu a leader di "stati amici": dallo stesso Barack Obama al premier russo, Vladimir Putin, fino a diversi capi di governo di paesi dell'Ue. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

