Cerca e trova immobili
Estero
Mo: Gaza, le masse romperanno assedio, Hamas
Redazione
18 anni fa

L'assedio imposto a Gaza deve finire e tutte le opzioni in merito sono aperte: questo l'avvertimento lanciato oggi da uno dei personaggi più influenti di Hamas a Gaza, Khalil al-Haya. In un'accesa conferenza stampa, al-Haya ha diretto la sua foga retorica a 360 gradi, non solo contro Israele e gli Stati Uniti ma anche verso "quelli di Ramallah" (intendendo il presidente dell'Anp Abu Mazen e il governo di Salam Fayad) e anche verso i Paesi arabi che non sostengono il regime di Hamas a Gaza. Anche ieri un portavoce di Hamas, Taher al-Nunu, aveva accusato Abu Mazen di aver "incoraggiato" Israele a mantenere inalterata la morsa attorno alla Striscia. Nelle strade di Gaza si avverte un'atmosfera pesante, in particolare per la penuria di combustibile dovuta alle sanzioni israeliane. Molti vanno ormai a piedi anche per lunghi tratti di strada, altri chiedono passaggi agli unici veicoli in transito: quelli delle forze di sicurezza di Hamas. La tensione militare resta viva: anche oggi miliziani palestinesi hanno lanciato razzi contro la vicina città israeliana di Sderot. Poco dopo militari israeliani hanno sorpreso con una cannonata una cellula dei Comitati di resistenza popolare in azione fra Jabalya e Beit Hanun, nel nord della Striscia. Un miliziano è rimasto ucciso, un altro è stato ferito. Ma potrebbe essere la fame, secondo al-Haya, ad accendere la miccia della collera di Gaza che rischia di esplodere se non sarà rimosso l'isolamento, in vigore dal giugno scorso quando con le armi Hamas ha espugnato il potere. "Tutte le opzioni per rompere l'assedio sono aperte" ha detto al-Haya. Poi, rispondendo alla domanda di un giornalista che voleva sapere se rischia di ripetersi l'abbattimento del confine con l'Egitto (verificatasi lo scorso gennaio) ha aggiunto: "C'é da aspettarsi che quello che accadrà in futuro sarà un evento ancora maggiore, non solo sul confine egiziano, ma contro tutti i posti di valico", ossia verso il territorio israeliano. "Non credo - ha aggiunto in risposta ad una domanda - che i fratelli egiziani aprirebbero il fuoco su palestinesi affamati". Oggi intanto il ministro israeliano della difesa Ehud Barak ha compiuto un sopralluogo negli insediamenti ebraici del Neghev occidentale dove ha rilevato un senso di frustrazione per i continui lanci di razzi e per gli spari dei cecchini palestinesi che da Gaza impediscono il lavoro nei loro campi. "Hamas - ha detto Barak agli agricoltori - un giorno pagherà il prezzo per tutto ciò ". Parole che non hanno molto sollevato il morale degli abitanti. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata