
Entro pochi giorni l'intera striscia di Gaza (dove abita circa un milione e mezzo di palestinesi) rischia di trovarsi in un completo black-out di corrente elettrica. Lo ha affermato oggi in una conferenza stampa a Gaza Jamal al-Khoudari, presidente del Comitato popolare contro l'assedio. Per sventare questo pericolo, ha aggiunto, è necessario che Israele riprenda le forniture di combustibile, fermatesi giovedì all'indomani di un attentato palestinese contro il terminale dei combustibili di Nahal-Oz, presso il valico di Karni (Mintar). In quell'attacco armato due dipendenti della società israeliana di combustibile Dor-Allon sono stati uccisi dai membri di un commando palestinese. Un portavoce della Dor-Allon ha replicato che la società attende ordini dal governo israeliano che si riunirà domani. "Dobbiamo dire al mondo - ha detto al-Khoudari alla stampa palestinese - che siamo sul punto di crollare, e che questa è una responsabilità del mondo intero. Occorre esercitare pressioni immediate per mettere fine alla crisi". Secondo al-Khoudari è necessario riaprire tutti i punti di valico della Striscia. "Questa è la richiesta del nostro popolo. Non vogliamo essere un popolo di mendicanti - ha aggiunto - vogliamo invece vivere una vita libera, senza assedi o aggressioni". ATS
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