
Un rapporto "scandaloso, estremista e del tutto sganciato dalla realtà ", ma anche potenzialmente micidiale per gli sforzi del presidente americano Barack per una ripresa del processo di pace in Medio Oriente. Arriva a tarda sera, dopo un esame più accurato del testo, la risposta compiuta del portavoce del ministero degli Esteri israeliano Yigal Palmor al documento presentato oggi a New York dalla commissione Onu guidata dal magistrato sudafricano Richard Goldstone sulle violazioni denunciate durante l'offensiva Piombo Fuso: scatenata da Israele a fine dicembre contro la Striscia di Gaza, l'enclave palestinese controllata dagli islamico-radicali di Hamas, e conclusasi dopo 22 giorni con un bilancio compreso fra i 1200 e i 1400 morti a seconda delle fonti. E' una reazione furibonda, ma al contempo quasi incredula, malgrado l'atteggiamento di sfiducia manifestato dalla Stato ebraico fin dall'inizio verso la commissione Goldstone. Una reazione ancora più dura di quella rilasciata a caldo con una nota nella quale si definivano le accuse contenute nel rapporto (con i riferimenti ai possibili crimini di guerra di Hamas, ma anche le molte pagine dedicate agli indizi di crimini di guerra e contro l'umanità nel confronti di Israele) "un capitolo vergognoso nella storia del diritto dei popoli all'autodifesa". Parole che Palmor, in una successiva dichiarazione all'ANSA, conferma e aggrava. "Una lettura approfondita del testo ci spinge a precisare la nostra posizione in termini più negativi", esordisce. Il rapporto Goldstone, nella sua interezza, si rivela non solo basato su "testimonianze false o unilaterali contro Israele", ma tout court "scandaloso, estremista e del tutto sganciato dalla realtà", afferma. "Basti pensare - accusa Palmor - al passaggio nel quale si chiede a Israele di alleggerire le restrizioni alla libertà di stampa: un'assurdità assoluta visto che Israele è un Paese nel quale vige una completa libertà d'informazione. E questo mentre lo stesso rapporto non fa il più piccolo accenno a problemi di libertà di stampa nella Striscia di Gaza, dove evidentemente secondo chi lo ha redatto non ci sono problemi". Palmor non riconosce come elemento di equità neppure il richiamo del rapporto ai possibili crimini di guerra di Hamas in relazione ai lanci di razzi verso il sud d'Israele, causa dichiarata di Piombo Fuso. "Il rapporto - nota - dice che Hamas ha commesso crimini, ma si ferma lì, senza aggiungere alcuna conclusione o raccomandazione e concedendo quindi di fatto ad Hamas licenza di uccidere. Al contrario, focalizza la sua attenzione quasi solo su Israele, raccomandando alla comunità internazionale misure legali senza precedenti". Un atteggiamento inaccettabile, a giudizio del portavoce, ma anche pericoloso per i destini del processo di pace israelo-palestinese secondo altre voci. "A questo riguardo - rincara la dose all'ANSA una fonte vicina al governo israeliano - il rapporto Goldstone appare quasi un sabotaggio". "Perché mai - si chiede retoricamente - l'Autorità palestinese o qualsiasi governo arabo dovrebbero a questo punto sentirsi spinti a sedere al tavolo del negoziato che Obama cerca di riaprire? Per far la pace con un Paese che l'Onu sembra voler portare alla sbarra dinanzi al tribunale internazionale dell'Aja?". ATS
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