
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), il moderato Abu Mazen (Mahmud Abbas), è intenzionato a non ricandidarsi alle elezioni che lui stesso ha convocato per il 24 gennaio prossimo. Lo hanno affermato oggi fonti dell'Anp citate dalla Radio militare israeliana, ribadendo quanto sostenuto già nei giorni scorsi da voci dell'entourage presidenziale palestinese a Ramallah. La volontà di abbandono di Abu Mazen (da sempre ben visto dagli Usa e considerato tuttora, malgrado le ricorrenti fasi di debolezza politica, il solo interlocutore palestinese unanimemente riconosciuto dalla comunità internazionale) appare legata al suo pessimismo sulle prospettive di ripresa di un processo diplomatico con Israele. Pessimismo alimentato dalle correzioni di rotta dell'amministrazione Obama che, dopo aver sostenuto al fianco dell'Anp la necessità di un rispetto degli accordi sul congelamento degli insediamenti ebraici nei Territori, sembra ora accontentarsi di "un contenimento" (il massimo che il governo israeliano di Benyamin Netanyahu si mostra disposto a concedere). Secondo alcuni osservatori, d'altra parte, le intenzioni di Abu Mazen potrebbero essere solo un avvertimento a Washington, tanto più che la scadenza elettorale di gennaio è tutt'altro che sicura in mancanza di una qualche accordo di compromesso interno fra Fatah (il partito laico del presidente, che controlla la sola Cisgiordania) e i rivali islamici di Hamas, al potere dal 2007 nell'enclave di Gaza. Un avvertimento preso comunque evidentemente sul serio dal presidente israeliano, Shimon Peres, che ieri sera ha assunto l'iniziativa di chiamare in prima persona Abu Mazen per invitarlo a non radicalizzare la sua posizione e a non rifiutare almeno un tentativo di ripresa negoziale. ATS
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