
Gli arabi "sono occupanti", la terra fra il Mediterraneo e il Giordano (Cisgiordania inclusa) è degli ebrei e degli ebrei "soltanto" e qualsiasi restrizione imposta ai coloni degli insediamenti rappresenterebbe "una violazione dei diritti umani". Sono queste le posizioni espresse oggi dal ministro israeliano delle Infrastrutture, Uzi Landau, già ideologo della destra del Likud (il partito del premier Benyamin Netanyahu) e oggi esponente di Israel Beitenu (destra radicale). Tali parole sono state espresse a margine di una cerimonia svoltasi nella città-colonia di Maleeh Adumim, a est di Gerusalemme, per la deposizione della prima pietra di un progetto destinato nelle intenzioni dei promotori a dare spazio in futuro a ulteriori 3500 alloggi per coloni. Organizzata quale gesto di sfida alla moratoria delle colonie - seppur solo parziale e temporanea - che Netanyahu potrebbe sottoscrivere con gli Usa per consentire una ripresa del processo di pace con i palestinesi, la cerimonia è stata contestata come "una provocazione" da militanti dell'organizzazione pacifista israeliana Peace Now, ma ha visto la presenza di esponenti dell'ala più dura del governo. Landau ne ha approfittato per contestare apertamente ogni ipotesi di possibile moratoria: "Questa terra è nostra e nostra soltanto", ha tuonato, accusando gli arabi, che pure la abitano da secoli, d'essere in realtà loro "gli occupanti". Per questo - ha esclamato - "qualsiasi congelamento sarebbe una violazione dei diritti umani. Cosa dovremmo dire alle famiglie? Di non avere figli? Di non farsi una casa? ... Queste costruzioni non devono essere fermate in nessun caso". ATS
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