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Estero
MO: Annapolis, Olmert ed Abu Mazen lavorano a intesa
Redazione
19 anni fa

Ad una settimana dalla Conferenza di pace di Annapolis (Maryland) il premier israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen hanno cercato oggi assieme, per oltre due ore, di compiere progressi per definire una dichiarazione congiunta. Al termine del nuovo incontro, avvenuto a Gerusalemme, hanno espresso compiacimento per i progressi registrati e hanno chiesto ai rispettivi negoziatori capo (il ministro degli esteri Tzipi Livni e l'ex premier Abu Ala) di proseguire subito gli sforzi congiunti. Malgrado tutto, restano divergenze significative. Olmert è giunto all'incontro dopo una seduta di governo non facile, in cui si è dovuto confrontare con i ministri di due partiti di destra (Israel Beitenu e Shas), nonché un ministro di Kadima (Shaul Mofaz) e con il capo di stato maggiore generale Gaby Eschenazy, tutti contrari alla liberazione immediata di circa 440 detenuti palestinesi condannati per reati di intifada, annunciata oggi dal premier come gesto di buona volontà. Il primo ministro ha imposto comunque la propria linea e ha anche annunciato pubblicamente la determinazione di Israele di realizzare quanto stabilito quattro anni fa nel Tracciato di pace (Road Map): in particolare, l'impegno a non creare nuovi insediamenti in Cisgiordania, a non procedere ad ulteriori confische di terreni e a rimuovere gli avamposti illegali. Anche così gli insediamenti tendono ad estendersi, per via del forte incremento demografico della loro popolazione. Domani Olmert si recherà in Egitto, dal presidente Hosni Mubarak, per aggiornarlo sui contatti israelo-palestinesi e per chiedergli di usare la propria influenza al fine di convincere il maggior numero di Paesi arabi (in primo luogo, l'Arabia Saudita) a partecipare ad Annapolis. A rendere più difficile il compito di Olmert nel suo governo sono giunti oggi ripetuti attacchi di razzi da Gaza. Hamas manifesta in questo modo il proprio malumore per l'imminente Conferenza, dove a suo parere Abu Mazen si accinge a fare concessioni pericolose per i palestinesi. In mattinata un razzo ha centrato un rione della città israeliana di Ashqelon, nel pomeriggio da Gaza sono piovuti una quindicina di colpi di mortaio sul valico di Erez e sul vicino villaggio di Netiv ha-Assarà. Da parte sua il ministro della difesa Ehud Barak ha avvertito che la Conferenza di Annapolis rischia di spronare i gruppi armati della intifada a mettere a segno attentati terroristici destabilizzanti. Proprio la necessità di ridurre quei gruppi all'impotenza (o almeno di costringerli alla difensiva) ha spinto la forze di sicurezza dell'Anp a stringere d'assedio da ieri il campo profughi di Ein Beit Ilma (Nablus) dove sono asserragliati miliziani armati del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Il ministro degli interni dell'Anp ha detto che non ci sarà più tolleranza verso i gruppi armati la cui lotta negli ultimi sette anni "é stata disastrosa" per la causa palestinese. Da Gaza, Hamas ha bollato il governo dell'Anp di essere ormai al servizio degli Stati Uniti. ATS

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